L’accoglienza si impara sui banchi di scuola

Ozieri, ottimi risultati del progetto “Una goccia nel mare che conta” Per bambini e ragazzi è necessario «costruire ponti fra le nazioni e non muri»

OZIERI. Educare all’accoglienza si può, e anche con ottimi risultati, come ha dimostrato il successo del progetto “Una goccia nel mare che conta”, attivato nelle scuole elementari e medie di Ozieri grazie alla collaborazione tra i docenti di religione cattolica e altri insegnanti delle classi coinvolte. Nei mesi scorsi gli alunni cinque classi dell’istituto comprensivo di Ozieri - le quinte A e B delle elementari di San Gavino e la quinta C del Cantaro; le prime A e B della scuola media Grazia Deledda - hanno partecipato ad attività laboratoriali ludiche e di riflessione nelle quali hanno potuto approfondire la tematica dell’accoglienza e realizzare nelle proprie classi disegni individuali e di gruppo ed elaborati multimediali, e hanno ricercato e appreso canzoni a tema. «Un percorso che abbiamo definito in più incontri – spiega un’insegnante di religione cattolica – che ha previsto la promozione dell’altro come un valore e del mondo come Casa di Tutti».

Se è vero che i ragazzi nella maggior parte dei casi non condividono i sentimenti di intolleranza che invece sono propri di molti adulti, è anche vero che proprio i più giovani possono, grazie alla conoscenza delle varie problematiche, farsi portavoce dei valori positivi dell’accoglienza e diventare essi stessi educatori all’interno della propria cerchia familiare e nei confronti degli adulti. Proprio con questo obiettivo, il percorso si è concluso alla fine dell’anno scolastico con un incontro conclusivo tenutosi nell’aula magna della scuola media Grazia Deledda nel quale i ragazzi hanno presentato i frutti del proprio lavoro alle altre classi coinvolte, ma non solo. Alla giornata finale infatti hanno preso parte anche due ospiti speciali: Federica Accardo, giovane volontaria ozierese che ha prestato servizio con i richiedenti asilo ospiti del centro di accoglienza Le Grazie gestito dalla cooperativa Spes in collaborazione con la Caritas diocesana, e Seedy Bojang, un giovanissimo ragazzo proveniente dal Gambia, ospite del Cas e residente a Ozieri da tre anni. «Proprio ai due giovani ospiti – racconta l’insegnante – i bambini e i ragazzi hanno presentato le proprie riflessioni con l’ormai acquisita consapevolezza della necessità di dover scegliere, a tutte le età, la costruzione di ponti tra le nazioni e tra le persone, e non di muri. Il percorso è stato una goccia nel mare che conta, una goccia che acquisisce grande valore alla luce dell’impegno e dell’entusiasmo degli studenti ma anche per la loro gioia e spontaneità».

WsStaticBoxes WsStaticBoxes