Sassari, non ci sono case per i rom: il campo di Piandanna non si sgombera

Nessuno offre alloggi da affittare, il Comune costretto a rimandare la chiusura. Disponibili 545mila euro ma gli uffici non hanno ricevuto proposte dai cittadini

SASSARI. Nessuno vuole dare appartamenti in affitto ai rom, e il Comune è costretto a far slittare al 31 dicembre 2019 la chiusura definitiva del campo nomadi di Piandanna.

Lo sgombero era previsto in due fasi: entro il 30 giugno l’area che ospita la comunità bosniaca Korakhanè, di religione musulmana, ed entro il 30 settembre l’area utilizzata dalla comunità serba, di religione ortodossa, Dazikhanè. Per completare lo sgombero e trovare una sistemazione adeguata alle circa centocinquanta persone che abitano nei prefabbricati all’inizio della strada provinciale che collega Sassari con Ittiri, il Comune ha anche ricevuto un contributo di 545mila euro dalla Regione. Grazie alla disponibilità di questi fondi il settore Politiche della Casa di Palazzo Ducale nell’aprile scorso aveva pubblicato un avviso per trovare alloggi sfitti da assegnare a canone di mercato alle famiglie rom ospitate nell’area sosta di Piandanna. Dopo tre mesi di inutile attesa il Comune ha dovuto sollevare bandiera bianca: agli uffici non è arrivata la disponibilità di nemmeno una sola casa. Ci sono pronti solo due appartamenti di proprietà comunale, e per assegnarli il settore Coesione sociale sta portando avanti la fase di selezione dei vari nuclei familiari rom, prendendo in considerazione una serie di elementi: problematiche sanitarie certificate da parte di uno o più componenti; presa in carico da parte dei Servizi sociali con buoni risultati sul versante della frequenza scolastica dei minori e degli obiettivi di inclusione; presenza di provvedimenti dell’autorità giudiziaria minorile finalizzati alla ricerca di soluzioni abitative idonee.


Vista la mancanza di case, nell’ultima seduta della sua Giunta, prima della fine del mandato, il sindaco Nicola Sanna ha disposto la proroga degli sgomberi e della chiusura del campo nomadi. Sperando che nel frattempo qualche sassarese metta a disposizione appartamenti sfitti per ospitare le famiglie che saranno allontanate dall’area sosta di Piandanna.

Non è la prima volta che il Comune è costretto a rinviare la chiusura del campo nomadi. Era già successo alla fine del 2018: l’area doveva essere sgomberata entro l’anno, ma in quel caso a far slittare lo spostamento degli ospiti fu il mancato arrivo del contributo regionale. La delibera con cui la giunta regionale individuava le risorse “per l’inclusione sociale e abitativa delle famiglie alle popolazioni nomadi”, era stata adottata il 29 ottobre 2018, ma i fondi sono stati assegnati effettivamente solo con una determinazione dell’assessorato alla Sanità e assistenza sociale del 13 marzo 2019. Ora i soldi a disposizione ci sono, ma mancano gli appartamenti da prendere in affitto per ospitare le famiglie rom.

Fra queste ci sono anche quattro nuclei familiari che avevano espressamente richiesto di poter fare ritorno nel loro paese di origine, in Bosnia. Per farlo sarebbero dovuti rientrare in un progetto di rimpatrio, ma le loro domande sono rimaste senza riscontro. Ora quel tipo di programmi non è più autorizzato per i cittadini della Bosnia e gli uffici comunali sono alla ricerca di una nuova soluzione per garantire il ritorno delle famiglie nella ex Jugoslavia.

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