Sassari, spariti i fondi destinati al museo dell’ex Carmelo

Dal bilancio regionale evaporati quasi 3 milioni. Salta il contratto di comodato con la Provincia, Sechi scrive a Biancareddu

SASSARI. Spariti, evaporati. Non ci sono più i soldi destinati a dare finalmente vita al Museo regionale per l’Arte del Novecento e del Contemporaneo nell’ex convento del Carmelo. Chissà quale strada hanno preso i tre milioni di euro, spicciolo più, spicciolo meno, che la Regione lo scorso anno si era impegnata a destinare per il trasferimento dell’immobile dalla Provincia, in comodato d’uso e per trent’anni, e per gli interventi necessari ad adeguare l’antica struttura agli standard necessari.

Quando l’amministratore straordinario della Provincia, Guido Sechi, ha scoperto che l’impegno profuso nel periodo in cui ha retto l’ente per chiudere la partita “Carmelo” veniva spazzato via, ha fatto un salto sulla sedia. I dirigenti dell’assessorato regionale sono stati chiari: nel bilancio di previsione 2019 erano stati messi in conto solo 150mila euro all’anno, fino al 2021, per coprire le manutenzioni e gestione. Scomparso tutto il resto insieme con la rete museale sassarese che oltre all’ex Carmelo comprende il Museo per l’artigianato e il design nel padiglione Tavolara. Quindi, il contratto di comodato d’uso non si è potuto firmare. E la città ha perso un’altra occasione.

Allora Sechi ha preso carta e penna e ha scritto una garbata lettera all’assessore regionale alla Cultura, Andrea Biancareddu. Al quale chiede di reperire nel bilancio quei soldi svaniti nel nulla. Erano per l’esattezza 2 milioni 800mila euro più altri cento per i piani di gestione e di comunicazione e marketing. Cifre messe nero su bianco l’11 settembre da una delibera della giunta Pigliaru.

Si è consumata così una nuova beffa che si aggiunge alla lunga storia di ritardi e ostacoli alla creazione di un vero museo al Carmelo, che nelle intenzioni doveva avere come piatto forte il ricco “Fondo Biasi (nel pacchetto dei finanziamenti regionali era previsto anche il suo restauro) e altre importanti opere d’arte, come la collezione di quadri di Ausonio Tanda, donata alla Provincia di recente dalla famiglia Ruju. Niente da fare, le tele del pittore sassarese Giuseppe Biasi restano in cassaforte e sembra ancora una volta sfumare un progetto che risale a ben quindici anni fa, quando lo avviò Renato Soru nell’ambito della creazione di una rete museale regionale.

La doccia fredda è arrivata quando tutto ormai sembrava cosa fatta. Lo scorso 22 novembre in casa della Provincia, proprietaria del seicentesco edificio, era stato trionfalmente siglato l’accordo di programma sul passaggio della struttura tra Guido Sechi, il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, presente anche il presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau. Una giornata storica, era stata definita. Esattamente tre mesi dopo, il 22 febbraio, quello che sembrava l’ultimo atto: con delibera la giunta Pigliaru istituisce formalmente il Museo per l’Arte del Novecento e del Contemporaneo al Carmelo.

Invece le cose non sono andate come ci si aspettava. E ora la Regione dovrà decidere cosa fare. Troverà o no la copertura? E quanto tempo ci vorrà? L’amministratore straordinario della Provincia Guido Sechi, quando a Cagliari, dopo le elezioni del 14 febbraio scorso, si è insediato il nuovo governo regionale, ha rassegnato le dimissioni, ma di fatto sta continuando a governare l’ente. Il suo posto deve essere assegnato a un nuovo commissario, ma la nomina, che era attesa già dallo scorso martedì, insieme con un pacchetto di altri incarichi, commissariali e non, ai vertici di aziende sanitarie e altri enti, non c’è ancora stata. Toccherà quindi al successore di Sechi fare pressing sull’assessorato regionale alla Cultura perché il progetto del Carmelo non venga ancora una volta accantonato.



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