Lottomatica: quel "Gratta e vinci" da 300.050 euro è un falso

Sassari, dopo due mesi arriva la risposta sul tagliando strappato. o La commissione: è un collage di biglietti differenti. L’avvocato: non ci fermiamo

SASSARI. La risposta di Lottomatica alla fine è arrivata. A due mesi dall’incredibile storia che aveva avuto come protagonista una signora di Sassari e il suo gratta e vinci da 300.050 euro – strappato per errore subito dopo l’acquisto – la commissione incaricata di esaminare il tagliando ha comunicato l’esito degli accertamenti: «A seguito delle verifiche effettuate nell’ambito delle previste procedure di validazione – scrive Lotterie Nazionali – il suindicato biglietto è risultato inequivocabilmente contraffatto».

E spiegano anche perché: «Il predetto tagliando, infatti, strappato e ricomposto, è risultato un “collage” di parti di biglietti provenienti da due differenti biglietti, finalizzato alla realizzazione di un tagliando apparentemente vincente. Pertanto, la sua richiesta non può essere accolta».

Per capire i contorni e gli sviluppi di questa storia bisogna fare un passo indietro. A maggio, per la precisione. Una donna di Sassari, sopra i 60 anni e persona stimata, si presenta in banca per depositare un biglietto Gratta e vinci del tipo “Il Miliardario”. Un tagliando vincente ma danneggiato. Dopo averlo acquistato nella ricevitoria di un centro commerciale, infatti, la signora si era seduta al tavolino di un bar insieme al nipote, aveva grattato i numeri vincenti e vedendo che non corrispondevano ai suoi numeri aveva stracciato in due il tagliando. Ma il ragazzo che era con lei si era accorto che la zia aveva tralasciato di cancellare l’ultima riga. E così lo aveva fatto lui, scoprendo che due numeri valevano la bellezza di 300mila euro uno e di 50 euro l’altro.

Il biglietto era strappato ma fortunatamente il numero di serie era rimasto intatto. Dopo i primi momenti di confusione i due erano andati negli uffici della Banca d’Italia e poi in quelli di Banca Intesa. Qui però, stando al racconto della signora, dopo un’attesa di oltre tre ore le era stato restituito il gratta e vinci: «Ci dispiace, non possiamo accettarlo». Ed è allora che la donna – ritenendo di aver subìto un’ingiustizia – si era rivolta all’avvocato Antonio Secci perché la assistesse. Come prima cosa il legale ha ascoltato la cliente, poi ha fatto esaminare il biglietto da un perito e una volta sicuro della buona fede della signora, e forte anche dell’esito della perizia, ha depositato il tagliando nella sede di Lottomatica, a Roma.

Qui la procedura prevedeva che il biglietto – proprio perché non integro – dovesse essere sottoposto a verifiche da parte di un’apposita commissione. Ieri la risposta: è contraffatto. «Noi andiamo avanti – è il commento dell’avvocato Secci – la mia cliente non è una truffatrice. Casomai è lei vittima di una truffa. Come prima cosa abbiamo chiesto a Lottomatica che ci invii nel dettaglio le motivazioni del rifiuto. Dopodiché saremo pronti a presentare una denuncia in sede civile e penale».

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