Il Noe sequestra la discarica

Scala Erre, blitz dei carabinieri dopo l’incendio di rifiuti di domenica. Si cercano cause e responsabilità

SASSARI. Primi sviluppi nelle indagini dopo l’incendio che domenica pomeriggio si è sviluppato nella discarica di rifiuti solidi urbani di Scala Erre. I carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Sassari hanno messo sotto sequestro un ampio settore dell’impianto di smaltimento dei rifiuti. E un primo rapporto sull’accaduto è stato trasmesso alla procura della Repubblica del Tribunale di Sassari. Nelle prossime ore potrebbero esserci i primi nomi iscritti nel registro degli indagati.

Quella messa sotto sequestro dal Noe è un’area di circa 10mila metri (quella dove si sono sviluppate le fiamme) e sono in corso una serie di verifiche. In particolare per verificare eventuali anomalie riferite al sistema antincendio presente in discarica e negli impianti di compostaggio e bio-stabilizzazione che sono stati realizzati di recente a Scala Erre.

La discarica è attualmente gestita nel suo complesso dalla “Irgea Scarl” di Parma del gruppo Ticca-Riccoboni.

I militari del Noe hanno raccolto una serie di elementi anche per cercare di stabilire l’origine delle fiamme che hanno incenerito quintali di rifiuti e poi sollevato un fumo nero visibile a chilometri di distanza.

Tra le ipotesi c’è quella dell’autocombustione (un fenomeno certo possibile in giornate con temperature particolarmente elevate), ma non vengono escluse anche altre possibilità.

In passato, tra l’altro, la discarica di Scala Erre è stata al centro di altri fenomeni analoghi: in particolare con gli incendi che si sono verificati nel 2012 e nel 2015.

L’obiettivo delle indagini è quello di verificare le reali condizioni della discarica, soprattutto per stabilire se l’incendio è stato casuale o se è, invece, il campanello d’allarme da tenere subito in considerazione per scongiurare conseguenze ancora più gravi.

Una particolare attenzione è rivolta ai rilievi eseguiti con gli strumenti dei vigili del fuoco e dell’Arpas, per capire se la combustione dei rifiuti ha determinato conseguenze serie per l’ambiente con ripercussioni anche sulla salute delle persone. Una eventualità che - fin dai primi momenti, già nella serata di domenica, era stata esclusa.

E dell’emergenza ambientale che si è verificata domenica pomeriggio nella discarica di Scala Erre (le operazioni di spegnimento sono andate avanti fino al giorno seguente) si è parlato ieri pomeriggio anche nella riunione del consiglio comunale di Sassari. Il sindaco Nanni Campus ha detto di essere stato avvertito prontamente dalla Protezione civile e di essere stato in continuo contatto con il comando della polizia locale per seguire l’evoluzione della vicenda.

A segnalare il problema è stato Daniele Deiana, consigliere comunale della Lega, il quale ha evidenziato che nella discarica non sarebbero attive le telecamere e per la vigilanza sarebbe presente un solo operatore. Il sindaco ha concluso evidenziando che tra le priorità dell’amministrazione comunale c’è quella di intervenire per installare presidi anti-vandalismo nella discarica di Scala Erre.

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