Cobec, prosegue il braccio di ferro con l’Ugl

Sassari, sciopero flop: market aperti e sit-in di 50 dipendenti. Carta: «Ringrazio chi ha scelto di lavorare»

SASSARI. Prosegue il braccio di ferro tra Rinaldo Carta e l’Ugl. Ieri il sindacato aveva proclamato una giornata di sciopero con l’obiettivo di costringere alla chiusura i 18 punti vendita della Cobec. Tutti i 50 iscritti hanno aderito all’astensione del lavoro, ma il colpo di mano non è bastato per far sì che anche un solo supermercato abbassasse le serrande. Infatti sia i dipendenti che aderiscono a Cgil, Cisl e Uil, sia quelli non sindacalizzati, hanno scelto di lavorare regolarmente. Così la manifestazione che avrebbe dovuto infliggere un colpo pesantissimo ai fatturati aziendali, si è risolta in un sit-in davanti ai cancelli di Cortesantamaria.

«L'amministratore per evitare la serrata ha fatto lavorare personale a cui non spettava – dicono i segretari dell’Ugl Giada Secchi e Piera Bitti – mancano all’appello la quattordicesima del 2018 e quella de 2019, l’adeguamento del livello che sarebbe dovuto partire dal 1 aprile (i 130 dipendenti sono ancora demansionati) e non vediamo margini perché questi diritti vengano subito riconosciuti. Ragion per cui proroghiamo lo stato di agitazione e rinnoviamo lo sciopero per le prossime due domeniche, a partire da quella del 18 agosto. La nostra battaglia andrà avanti finché non verranno ripristinati e rispettati i diritti dei lavoratori».

E non è bastato a ricucire nemmeno l’incontro che si è svolto negli uffici di Cortesantamaria a fine mattina. Durante il faccia a faccia tra Rinaldo Carta, Giada Sechi, Piera Bitti, e altri esponentti dell’rsa, è stata messa sul tavolo una bozza di accordo. Si è trovata una soluzione condivisa per il pagamento degli stipendi (al 50% del personale ancora non è stato erogata la retribuzione di luglio): le mensilità verranno pagate in due tranche. La prima entro il 15 del mese, la seconda entro il 25. Invece la trattativa si è arenata sulla vertenza delle 14esime. Carta ha proposto il pagamento della 14esima del 2019 in buoni pasto, mentre quella del 2018 in due rate. Una a fine settembre e una a fine novembre. I dipendenti iscritti all’Ugl hanno rifiutato.

Dice Rinaldo Carta: «Io non riesco a capire questo puntare i piedi ad ogni costo, senza provare a comprendere le difficoltà aziendale. Vorrei ricordare all’Ugl che si tratta dello stesso sindacato che aveva sottoscritto gli accordi di prossimità con Supermercati Europa Sardegna, che prevedevano il calo di livello per 3 anni, 15 giorni di ferie e la quattordicesima congelata per 3 anni. Quindi quella quattordicesima per la quale stanno facendo saltare gli accordi e proclamano altre due giornate di sciopero, è la stessa alla quale avevano rinunciato per loro volontà. Era già persa. Io, quando ho ripreso tutti i lavoratori, ho cancellato gli accordi di prossimità e ho sospeso la 14esima per un anno. Possibile che adesso non si possa trovare un accordo per consentire all’azienda di pagare le spettanze senza andare in sofferenza?».

In ogni caso, nella giornata di fatturati più importante dell’anno, Carta, con una riorganizzazione last minute dei turni e degli straordinari è riuscito ad arginare il blitz del sindacato. Dice: «Cinquanta iscritti dell’Ugl non sono in grado di mettere in ginocchio un’azienda di 200 persone. Per fortuna la loro è una posizione isolata, perché non dialogano con gli altri sindacati, anzi tra loro c’è una netta spaccatura e i tavoli sono sempre separati. Non ci vuole molto a capire che uno sciopero e una chiusura forzata a cavallo di Ferragosto davvero avrebbe inficiato ogni possibilità di pagamento delle spettanze arretrate. Tutti gli altri dipendenti l’hanno capito e li ringrazio per la loro collaborazione».
 

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