«L’ordinanza sulla musica affonda il turismo»

Il consigliere comunale della Lega Deiana critica la delibera sugli orari per l’intrattenimento serale

SASSARI. «Con questa ordinanza, non si colpisce il problema del disturbo della quiete pubblica, a meno che, non si voglia una città completamente vuota o un dormitorio, ma a quel punto, è inutile parlare di città turistica, universitaria, viva, giovane, moderna e attrattiva».

Il primo – dai banchi di Palazzo Ducale – a schierarsi contro la recente ordinanza del Comune che impone per i piccoli trattenimenti musicali di spegnere la musica entro le 24 dal lunedì alla domenica all’esterno dei locali, è il consigliere comunale della Lega Daniele Deiana, imprenditore che arriva proprio dal mondo dei locali di intrattenimento.

L’ordinanza riguarda anche le località turistiche del Comune di Sassari. A Platamona, Porto Ferro e Argentiera, gli spettacoli di intrattenimento si dovranno concludere entro le 2 dal lunedì alla domenica, compresi prefestivi e festivi da maggio ad ottobre, mentre per il resto dell’anno seguono gli orari previsti per tutto il territorio sassarese. «A due mesi dalla fine della stagione estiva – aggiunge Deiana – durante i quali imprenditori e addetti del settore hanno investito ingenti somme nell’organizzazione di eventi all’interno delle proprie attività, questa delibera causa gravi danni anche all’immagine della stessa città».

Per il vice capo gruppo della Lega Sassari ha infatti una forte vocazione turistica sia nel centro storico, dove piazze, vie e vicoli «sono di una bellezza unica - spiega il consigliere comunale - e nelle borgate sassaresi dove il turismo rurale è in espansione e questa ordinanza è un proseguimento dell’accanimento svolto dalle passate giunte».

Deiana poi punta il dito contro il primo cittadino e fa riferimento alle promesse fatte prima di essere eletto.

«Tutto ciò suona strano - spiega il consigliere comunale – visto che il nostro sindaco, in più di un’occasione, nella recente campagna elettorale, prometteva una Sassari più viva e la tutela delle attività che gravitano nel settore dell'intrattenimento. In poche parole ci si aspettava un cambio di rotta, una discontinuità da quella mentalità retrograda che ha portato questo settore a subire danni economici enormi».

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