Porto Torres, mette in vendita i quadri per una carrozzina nuova

Si avvera il sogno del giovane artista che non ha mai perso la voglia di lottare. Davide Calvia, 31 anni, nel 2012 ha riportato lesioni gravi in un incidente stradale

PORTO TORRES. La forza di volontà e la determinazione del giovane artista Davide Calvia - disabile da sette anni dopo un terribile incidente stradale - è andata al di là dell’ostacolo con una mostra personale di pittura dove ha raffigurato l’alba e i tramonti della sua città. E il mare che ondeggia e sbatte nelle rocce che tengono in piedi la chiesetta di Balai vicino. Una mostra inedita e multicolore che Davide ha proposto per una serata nel gazebo del bar Crossing e che gli ha permesso, con le donazioni ricevute dalla cessione dei quadri, di raggiungere due obiettivi che aspettava da tempo. L’acquisto di una carrozzina nuova per gli spostamenti giornalieri negli angoli più caratteristici di Porto Torres - utili ad esaltare la sua vena artistica - e la possibilità di frequentare corsi e studi di pittura all’Accademia delle Belle arti.

Davide ha conseguito il diploma di perito industriale nel 2008 e negli anni seguenti ha lavorato come cameriere e con una ditta che installava pannelli fotovoltaici. Il 25 aprile del 2012 alle 7,50 stava rientrando a casa con la sua auto, dopo aver dormito a casa di amici, e sulla strada di Platamona ha perso il controllo del veicolo che è andato a sbattere contro un albero. Nell’incidente ha riportato fratture e lesioni gravi, è rimasto in coma per tre mesi. Al risveglio, l’inizio del percorso di riabilitazione a Oristano, poi il trasferimento in un centro specializzato a Ferrara e altri 9 mesi di riabilitazione motoria cognitiva psicologica e terapia occupazionale.

Al rientro a casa il grande lavoro del fisioterapista Francesco Fanari e la vicinanza degli amici Giovanni Calaresu e Fabio Chessa. Davide è riuscito a ritrovare la grinta per continuare a combattere, anche attraverso la passione del disegno stimolata dalla necessità di fare qualcosa per occupare gli spazi durante la giornata.

«Sono stato invogliato dalle zie materne, dalla famiglia e dagli amici – ricorda Davide – e ho iniziato a prendere il pennello in mano per tirare fuori ciò che sentivo: non mi sono mai arreso e c’è l’ho fatta anche dipingendo con una mano. Sono fiero dei quadri che ho realizzato». Sulla sua gamba destra ha riprodotto il disegno di una squalo e ha aggiunto alcune parole che gli diceva sempre suo nonno (“sorridi che conquisti”).

«Con questa mostra spero di aver dato un esempio a tutti: non arrendersi mai e cercare di raggiungere i propri sogni e obiettivi».

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