«Basta prese in giro» sciopero a oltranza dei lavoratori Cobec

Nuova protesta dei dipendenti Ses a Cortesantamaria L’Ugl: questo è solo l’inizio, disposti ad azioni anche più forti

SASSARI. «Sarà uno sciopero a oltranza e questo è solo l’inizio. Siamo pronti ad andare avanti e a mettere in atto anche azioni più forti». Per bocca delle loro rappresentanti delle segreterie territoriali Ugl, Piera Bitti (Pari opportunità) e Giada Sechi (Terziario) una trentina di lavoratori Ses, dipendenti di supermercati Cobec, ha manifestato ieri mattina davanti al centro commerciale Cortesantamaria dove ci sono gli uffici amministrativi dell’azienda. Tra cui quello del patron Rinaldo Carta. «Chiedono semplicemente il rispetto dei loro diritti – spiegano Bitti e Sechi – e che le questioni irrisolte abbiano una svolta positiva». La protesta riguarda principalmente il mancato pagamento di due quattordicesime, l’applicazione dei nuovi contratti che prevedrebbero cospicue riduzioni nelle voci della busta paga, la sistemazione delle ferie. «I dipendenti riferiscono che Rinaldo Carta avrebbe detto loro che la società non ha soldi – aggiungono le segreterie Ugl – e che quindi bisogna ottenere il pareggio del bilancio. Ma l’unica strada per arrivarci è ridurre i costi dei dipendenti, perciò preme affinché firmino i nuovi contratti. Dopo un incontro con i propri iscritti l’Ugl ha proposto una prossimità di un anno con la riduzione di orario del 25% per diminuire i costi, ma l’offerta è stata ignorata. Abbiamo potuto vedere il disagio dei lavoratori, la frustrazione di non vedersi pagato ciò che si è lavorato e lo stato d’animo di chi è stato vessato per anni, nonostante i sacrifici fatti. La reiterata proposta del nuovo contratto è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, perché si unisce alla restituzione del livello mai avvenuta e a due quattordicesime ancora da pagare».

Una serie di rivendicazioni inascoltate, in sintesi, che ieri ha spinto i lavoratori Ses a manifestare davanti ai cancelli, con le manette ai polsi. «Questa situazione – continuano le sindacaliste – sta facendo ammalare i dipendenti, molti sono in cura dallo psicologo e oggi qui sono meno del previsto perché oltre la metà è in malattia». Si dicono stanchi delle «rappresaglie» dell’azienda: «Ad alcuni sono arrivate anche tre lettere di contestazione in una settimana, per motivazioni spesso pretestuose. Un fatto inaccettabile».



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