Torre aragonese: in agonia uno dei simboli di Porto Torres

É tra i monumenti più fotografati dai turisti ma cade a pezzi circondata da rifiuti

PORTO TORRES. É uno dei monumenti più fotografati da turisti e visitatori - oltre che una location scelta per i matrimoni civili - e nonostante gli oltre 700 anni di età appare abbandonata all’oblio e al disinteresse delle istituzioni.

Stiamo parlando della torre aragonese che si affaccia imperiosa tra il porto commerciale e la cinta urbana, negli ultimi anni anche monumento simbolo della lotta operaia da parte degli operai espulsi improvvisamente dal ciclo produttivo dell’ex petrolchimico. Ai piedi della torre oggi si vedono però solo erbacce e lattine, retaggi di bivacchi serali e notturni che mostrano l’assenza totale di decoro urbano. Per non parlare della finestra inferiore che si affaccia al prato, letteralmente vandalizzata con resti di una pianella a far compagnia a tutto il resto indecoroso. Da diverso tempo, inoltre, l’altra finestra che si affaccia alla darsena pescherecci è sempre spalancata per dare ospitalità a piccioni ed altri volatili. Non basta quindi curare solo il prato verde se tutto il resto è diventato nel tempo terra di nessuno. Soprattutto perché in quella zona c’è il primo punto d’incontro dei crocieristi stranieri con la città, portati dal bus all’ingresso del molo civico, e non è certo uno bello spettacolo per chi si vuole avvicinare a vedere la fortezza.

E se il perimetro esterno della torre è pieno di cumuli di spazzatura, all’interno le condizioni dei vari locali e delle mura sono talmente critiche e sono visibili delle crepe di notevole dimensione sui muri perimetrali. La torre aragonese è oramai chiusa al pubblica da un paio d’anni e non si vede neanche una benché minima volontà di riportare decoro in un monumento storico e affascinante che da altre parti ci invidiano. Due anni fa i tecnici della Soprintendenza archeologica fecero un sopralluogo all’interno della torre, notando vecchie masserizie che si erano accumulate nei locali e una consistente presenza di piccioni che avevano creato uno manto di guano sul pavimento. Una situazione grave a livello igienico-ambientale, insomma, sicuramente aumentata perchè a distanza di ventiquattro mesi non c’è stato nessun intervento ufficiale da parte degli enti preposti. La competenza della struttura costruita nel 1325, per decisione dell’ammiraglio aragonese Carroz, è dell’Autorità di sistema portuale Mar di Sardegna. Lo ha deciso la Direzione regionale dell’agenzia del demanio nel 2016, provvedendo ad inviare una nota sia al Comune di Porto Torres sia alla Port Authority per chiarire che la torre Aragonese rientra all’interno del perimetro del porto. I confini sono infatti stabiliti con apposito Decreto ministeriale, ed è quindi competente l’Autorità portuale per riportare il decoro al monumento e restituirlo finalmente alla fruizione della città e dei visitatori italiani e stranieri.

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