Il sogno della borgata diventa realtà: Bancali riavrà il suo oratorio

Dopo il crollo del 2017, mercoledì la posa della prima pietra  Alle 19 la cerimonia, poi concerto e lotteria di beneficenza

SASSARI. Ha la stessa grinta di allora, don Antonio Serra. La stessa caparbietà di due anni fa, quando venne giù il solaio dell’oratorio che si trova accanto alla chiesetta di San Gavino, nella borgata di Bancali, e lui si rimboccò le maniche già dalle ore successive. D’altronde quello era l’unico punto di aggregazione per la comunità. Ecco perché dopo l’incidente – che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia se qualcuno, come spesso accadeva, si fosse trovato all’interno – don Antonio aveva chiesto aiuto alla sua gente, alle istituzioni, alla Curia. Perché Bancali aveva il diritto di riavere quello spazio.

Ora, dopo due anni, i progetti disegnati sulla carta stanno per diventare una bella realtà fatta di mattoni e cemento. Mercoledì 18 ci sarà la posa della prima pietra dell’oratorio e per tutta la borgata sarà un giorno di grande gioia.

Il progetto è stato realizzato grazie al finanziamento della Cei (fondi otto per mille) di concerto con la diocesi, il Comune, la Regione e la parrocchia. «Un obiettivo – spiega con commozione e gratitudine don Antonio – frutto del grande impegno, della tenacia e dei tanti silenziosi sforzi, sacrifici e preghiere».

Alle 19 si terrà la cerimonia presieduta dall’arcivescovo alla presenza del sindaco di Sassari e di altre autorità

Per poter terminare tutti i lavori mancano ancora circa 40mila euro che si spera di riuscire a racimolare con alcune iniziative benefiche nel corso dell’anno. «Due cominceranno già mercoledì – annuncia il parroco – Ci sarà una cena di beneficenza con il concerto di Enzo Mugoni e una lotteria con opere d’arte donate da vari artisti locali. La mia speranza è che quante più persone partecipino alla cerimonia».

Quando i lavori saranno terminati Bancali avrà a disposizione una struttura nuova ed efficiente per poter accogliere chi vive nella borgata, ma non solo: «Uno spazio per apprendere l’arte e la gioia dello stare insieme nel solco di una plurimillenaria attenzione che, alla luce del l’insegnamento di Cristo, la Chiesa ha sempre dato all’uomo» dice don Antonio.

L’oratorio è stato progettato dall’architetto Renato Nunzio Meloni, dall’ingegnere Giovanni Antonio Solinas e dal geometra Nicola Solinas. L’esecuzione dei lavori è invece stata affidata all’impresa “Samo” di Giovanni Antonio Moro.



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