Sassari, senza stipendio e licenziati

Dieci lavoratori, non pagati da luglio, mandati via dal cantiere dell’Istituto zooprofilattico

SASSARI. Dieci lavoratori messi in mezzo alla strada, dopo aver lavorato per un anno alla realizzazione del III lotto della nuova sede dell’Istituto zooprofilattico sperimentale a Monserrato. Davanti a cui, da ieri mattina, protestano con un sit-in permanente, chiedendo che gli vengano liquidate le ultime buste paga (gli stipendi non arrivano da luglio) la liquidazione, e in molti casi i contributi e il fondo della cassa edile. Ma soprattutto che gli vengano fornite risposte che la lettera, recapitata il 10 settembre nelle loro case mentre loro lavoravano come di consueto alla costruzione delle strutture in calcestruzzo armato in quelli che diventeranno l’accettazione e il locale polifunzionale, non contiene. «Dicono che ci licenziano perché i lavori sono finiti – sottolineano indicando il cantiere da 3 milioni di euro in mano alla ravennate Ar.Co e subappaltato alla asseminese Teicom – ma è evidente che non è così. Non abbiamo nemmeno potuto completare la colata di calcestruzzo perché ci mancava la materia prima».

«In realtà – sottolinea Luca Scanu della Filca Cisl – le lavorazioni proseguono da qualche mese a singhiozzo, per vari motivi che l’azienda di volta in volta mette in campo. Ma, nonostante da luglio non arrivino buste paga e nell’ultimo anno fosse successo altre volte che gli stipendi saltassero o arrivassero incompleti, i lavoratori sono sempre venuti in cantiere. La loro colpa è stata quella di chiedere, all’inizio del mese, almeno una parte delle spettanze arretrate. Il risultato è stato la lettera di licenziamento».

Stessa sorte toccata ad altri lavoratori Teicom, che ufficialmente operavano in un cantiere di Nuoro come muratori, ma di fatto erano stati trasferiti a Sassari ai lavori dello Zooprofilattico. «Anche loro – sottolinea Stefano Simula, coordinatore della Fillea Cgil – sono stati licenziati con la stessa motivazione: lavori finiti. Ed effettivamente il cantiere di Nuoro è chiuso, peccato che però lavorassero da tempo a Sassari. E, che anche per loro, manchino le buste paga dallo scorso luglio». Proprio il gruppo dei nuoresi, appoggiato dalla Fillea, si è mosso per far bloccare la rata da mezzo milione di euro che la Teicom dovrebbe incassare dallo Zooprofilattico per la maturazione dello stato di avanzamento lavori. Con i sassaresi che nel mentre, appoggiati da Luca Scanu e dal responsabile territoriale della Filca Cisl Vincenzo Sanna – richiamano alle proprie responsabilità, insieme alla Teicom, l’appaltatrice Ar.Co e lo Zooprofilattico. «Le regole sono chiare – attacca Scanu – per quanto riguarda stipendi e versamenti alla cassa edile. Anche se purtroppo sono sempre più spesso disattese. Ma oltre ai soldi dovuti noi ci batteremo anche per il reintegro dei lavoratori, assunti a tempo indeterminato. È evidente che le lavorazioni che li impegnavano non sono concluse. E non è accettabile che, soprattutto in un appalto pubblico, si possa pensare di sostituire lavoratori, non pagarli, licenziarli, senza rispettare le regole. Visto che lo stato di avanzamento lavori è giunto a maturazione chiediamo un intervento immediato per verificare e garantire la regolarità dei licenziamenti, e per liquidare immediatamente tutti gli arretrati».

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