Peter: grazie Alghero, sei la mia casa

Dalla Nigeria alla nuova vita: faccio il servizio civile per aiutare chi mi ha aiutato

ALGHERO. Il viaggio fino alla Libia, poi il barcone, con altre 140 persone. Lo sbarco in Sardegna, l’arrivo ad Alghero, che lo accoglie con il progetto Sprar. E che lui ringrazia, mettendosi a disposizione per fare il servizio civile. È una storia dura quanto comune quella di Peter. Simile a quella di tanti suoi connazionali, partiti dall’Africa in cerca di speranza e futuro. È la storia di un 27enne nigeriano, il più piccolo di tre fratelli, della sua attraversata a piedi fino alla Libia e dell’arrivo in barcone. Un inferno durato tre mesi. «Ho visto la morte in faccia. Ricordo ancora il sapore dell’acqua salata e il pianto dei bambini piccoli».

Orrore che si trasforma in riconoscenza, che Peter sente di dovere nei confronti della sua “nuova” città, Alghero, che l’ha ospitato e accolto. E che dimostra con un gesto, semplice quanto sentito: «Ho deciso di fare il Servizio Civile perché era la via più semplice per dire grazie ad Alghero che mi ha dato una seconda chance di vita. Sono entrato ad Alghero con il progetto Sprar. Non conoscevo nessuno, ero solo ma felice perché la città era tranquilla con me e molto aperta. Solo in un anno ho conosciuto molte persone che mi salutavano e aiutavano. Ho studiato l’italiano e imparato a cucinare la pasta alla carbonara».

«Mi sono reso conto da subito che dovevo fare qualcosa per ringraziare queste persone, così ho chiesto aiuto al responsabile di progetto dello Sprar che mi ha informato della presenza di un bando in Comune».

Il progetto è CivilService@, che ha preso avvio a marzo 2019, si occupa di istruire i cittadini al digitale e aiutarli a prendere confidenza con i principi di internet. L’occasione perfetta, come afferma Peter, in grado di conciliare la sua passione per la tecnologia e internet.

«Non ho un attestato sulle mie competenze digitali ma amo molto la tecnologia, anche se in Nigeria ho preso il Diploma in Biologia. Una volta passato il concorso ho svolto molti compiti, come aiutare le mamme ad iscrivere i figli alla mensa e scuolabus e creato dei video-lezione per insegnare ai più anziani ad usare il pc e le email. Ogni volta che le persone mi ringraziavano tornavo a casa col sorriso».

«Per questo sarò per sempre grato ad Alghero e ai suoi abitanti. Non so cosa farò una volta terminato il mio anno di Servizio Civile, ma di certo mi piacerebbe continuare a coltivare questa passione riscoperta e magari anche sposarmi con una bella algherese».

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