Divina Provvidenza, la promessa del Cda: onoriamo gli impegni

SASSARI. In campo un pool di professionisti incaricato di redigere un piano industriale che possa permettere di onorare tutti gli impegni economici che gravano sulla Rsa.È l’impegno preso dal Cda...

SASSARI. In campo un pool di professionisti incaricato di redigere un piano industriale che possa permettere di onorare tutti gli impegni economici che gravano sulla Rsa.

È l’impegno preso dal Cda della “Casa Divina Provvidenza” che ha affidato all’avvocato Marco Palmieri il compito di rispondere con una nota ai lavoratori che lunedì scorso hanno dato vita a un sit-in di protesta organizzato dal sindacato Csa per denunciare il mancato pagamento degli stipendi per cinquanta lavoratori dal mese di marzo.

«I continui attacchi perpetrati da un esiguo numero di dipendenti – scrive l’avvocato Palmieri – rappresentati da una sigla sindacale, per giunta neanche la più rappresentativa, non semplificano l’opera di risanamento. Ovvio che la casa della Divina Provvidenza non può vivere solo di decreti ingiuntivi, pignoramenti e istanze di fallimento – prosegue il legale a nome del Cda – anche se a qualcuno piace sia così, essa è soprattutto una comunità di persone che si stringe in silenzio intorno ai suoi ospiti, ai parenti, anche nei momenti più bui, e che continuerà a farlo, malgrado le azioni di taluni, al fine di perseguire lo scopo dell’opera tramandata dal suo fondatore».

Lunedì scorso il segretario della Casa Giovanni Piras aveva chiesto a Regione e Prefetto di intervenire per nomininare subito un commissario e mandare a casa l’attuale Cda.

«È vero che gli stipendi non vengono pagati con puntualità – ha spiegato l’avvocato Palmieri – come è vero che ciò non è dovuto a una mala gestione, ma in primis all’importo assai ridotto delle rette, che non può in questo momento essere aumentato, e che comporta una sproporzione tra entrate ed uscite.

Il Cda non ha mai mancato di corrispondere ai propri dipendenti acconti mensili nell’ambito di quanto permetteva la disponibilità finanziaria, tant’è che tutti i 31 dipendenti su 48 che non si riconoscono nei comportamenti e nelle affermazioni del sindacato, hanno continuato a lavorare con buona volontà, ma soprattutto con lo spirito di sacrificio che da anni li anima nel portare avanti la loro missione nei confronti degli ultimi, senza mai adire le vie legali, o attuare atti di pignoramento, pur potendolo fare».(l.f.)



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