Gallerie aperte, battaglia vinta

L’Anas revoca l’ordinanza dopo la manifestazione di protesta dei camionisti a Scala di Giocca

SASSARI. Una ventina di bestioni lunghi sedici metri, pesanti 45 tonnellate, con in pancia benzina, gasolio, olio combustibile, bitume, bombole, gas, prodotti chimici e rifiuti. Che, dopo essersi radunati sotto un sole cocente nel distributore poco dopo il bivio di Muros, ieri pomeriggio hanno cominciato in colonna la loro lenta marcia tra gli infernali tornanti di Scala di Giocca. Quelli che, in trecento ogni giorno, da oltre una settimana sono costretti a percorrere per arrivare da Cagliari a Porto Torres, dopo che l’Anas gli ha inibito il transito alle gallerie di Chighizzu. Incontrandosi in cima con altri mezzi, e incrociandosi nei tornanti a strapiombo, per dimostrare quanto il nuovo percorso scelto sia più che “alternativo” pericoloso, assurdo, improponibile.

Una marcia potente e silenziosa che segna il salto di qualità di una vertenza che si annuncia durissima. E poche ore più tardi, in serata, l’Anas cambia. Revoca l’ordinanza 58 (che vietava il transito nella galleroe Chighizzu dei mezzi che trasportano merci pericolose) e ordine nuove prescrizioni. Ma nelle gallerie si passa. “Limite massimo di 40 chilometri orari, distanza minima obbligatoria di 100 metri, su tutte le corsie e per tutti gli utenti”. E poi: “Divieto di sorpasso per gli autocarri con massa maggiore di 3,5 tonnellate”, una direttiva che interessa anche gli autobus e tutti i veicoli con massa superiore a 3,5 tonnellate”.

La prima valutazione a caldo, da parte di tutti, è che «la battaglia paga». D’altronde, nel pomeriggio i trasportatori, affiancati da Confindustria e dai sindacati,avevano manifestato l’intrenzione di alzare il tiro e coinvolgere le autorità a tutti i livelli: sindaco, a cui chiedevano di vietare l’accesso in città dei camion, giunta regionale, prefetto, parlamentari e ministri, che invece avrebbero dovuto “forzare la mano all’Anas”, o scavalcare la sua ordinanza. Con un chiaro e irrinunciabile obiettivo: riaprire immediatamente le gallerie.

«Ne va della sicurezza dei cittadini prima di tutto – aveva detto Achille Carlini (Confindustria Centro Nord Sardegna) –. Il nostro obiettivo è fare capire quanto sia critico e inopportuno il provvedimento dell’Anas e soprattutto confermare la totale inadeguatezza ed elevata pericolosità del transito lungo Scala di Giocca».

«Siamo in un momento dell’anno nel quale gli eventi atmosferici non incidono più di tanto – aveva aggiunto Riccardo Testoni di Assopetroli – ma pensiamo a cosa potrà essere in autunno o in inverno, con 300 mezzi che dovranno andare su e giù. Si vuole aspettare l’incidente? Chiediamo l’immediata riapertura delle gallerie, pur con tutte le limitazioni considerate necessarie».

E così alla fine è stato. D’altronde era fin troppo facile evidenziare che «i mezzi sono costretti a percorrere una strada molto stretta e realizzata parecchi decenni fa per una mole di traffico ben diversa. Un tempo era addirittura vietata ai mezzi pesanti– aveva spiegato nel pomeriggio con non poca preoccupazione Renzo Solmona, ingegnere esperto di viabilità –. Per le sue caratteristiche morfologiche Scala di Giocca garantisce che prima o poi ci sarà un incrocio inestricabile con i veicoli che si accumulano da una parte e dall’altra e, Dio non voglia, inaccessibile ai mezzi di soccorso. Oltretutto nessuno si è preoccupato di verificare se questa alternativa alle gallerie fosse soddisfacente».

Sicurezza per la viabilità ma anche per gli stessi lavoratori: il tempo di percorrenza nel tratto con le due gallerie era di 5 minuti, mentre adesso è di 45 minuti per ciascuna tratta, incompatibile con i limiti imposti dal codice della strada alle ore di guida degli autisti dei mezzi. E poi conseguenze per le stesse aziende del settore che trattano merci pericolose il cui trasporto diventa non più economicamente sostenibile. Criticità e oneri per le imprese, già provate negli ultimi mesi per l’emergenza Covid.

Confindustria Cns, Assopetroli, Confapi Sardegna e Fita Cna Sardegna si erano rivolte nuovamente alla prefetta di Sassari Maria Luisa D’Alessandro, che già aveva avviato una preziosa opera di mediazione per arrivare a una soluzione condivisa. In serata l’iniziativa dell’Anas, via i cartelli, ordinanza revocata. Si passa ma con prudenza da parte di tutti.

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