Inferno di fuoco a Uri e Bonorva

Elicotteri e canadair: lunga battaglia contro le fiamme per salvare vite umane, animali, case e aziende 

SASSARI. La Sardegna devastata dal fuoco, migliaia di ettari in fumo, case e aziende minacciate, animali morti senza riuscire a trovare via di salvezza e carbonizzati mentre pastori e allevatori cercavano di arrivare in tempo, rischiando a loro volta la vita.

É il triste bilancio dei una giornata terribile, forse la più brutta da quando è cominciata la stagione degli incendi: 28 roghi da nord a sud dell’isola, con l’apparato che ha schierato tutte le forze in campo - compresi gli aerei, anche se in qualche caso c’è stato da attendere più del previsto perchè i velivoli ad “ala fissa” - come li chiamano - potessero arrivare per dare il loro contributo contro i roghi. Le situazioni più critiche proprio a nord, in provincia di Sassari, a Uri e Bonorva dove il vigore delle fiamme - per lunghi tratti della giornata incontenibili - ha portato paura e disperazione. Mobilitati gli elicotteri della basi regionali, i canadair, il personale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, i vigili del fuoco, i volontari della Protezione civile e le compagnie barracellari. Gli incendi di Uri e Bonorva si sono sviluppati quasi simultaneamente: il primo di chiara origine dolosa (come avrebbero ipotizzato dopo i primi rilievi gli uomini del Nucleo investigativo della forestale) con inneschi su più fronti. Diversa la situazione nel territorio di Bonorva, dove il rogo - diventato ingestibile, fino a superare oltre 2mila ettari di superficie bruciata per arrivare a interessare anche lo stabilimento della Santa Lucia - sarebbe stato originato dalla distrazione di due giovani impegnati a cucinare. Incendio colposo, quindi, ma altrettanto grave nelle conseguenze.

A Uri le fiamme sono partite in località “Marroso” e hanno progressivamente distrutto oltre 200 ettari di terreni coltivati a pascolo e macchia mediterranea. Due gli elicotteri intervenuti provenienti dalla basi di Bosa e Limbara ai quali si è poi aggiunto un canadair. Imponente lo schieramento per combattere una battaglia durissima: la stazione di Ittiri del Corpo forestale, altre tre di Sassari, due squadre dei vigili del fuoco del comando provinciale, 3 di volontari e 5 di Forestas oltre ai barracelli. In serata è stato attivato il Punto di comando avanzato quando l’incendio aveva ancora attivi tre fronti attivi da circa 600 metri ognuno. Allevatori e imprenditori agricoli in totale emergenza, alla ricerca di acqua per abbeverare il bestiame scampato alle fiamme e che ha subito un forte choc. Scene drammatiche a Bonorva, con oltre 2mila ettari di terreno percorsi dalle fiamme con una violenza che ha cancellato tutto: il fuoco - che in diversi momenti è risultato fuori controllo - ha inghiottito alberi di leccio in pochi secondi, danneggiato strutture realizzate con anni di sacrifici e poi è arrivato fino al parco Mariani. L’incendio è partito in località “S’Ena ’e Sunigo” ed è stato fronteggiato con tutte le forze disponibili in quel momento: 4 elicotteri provenienti dalle basi del Corpo forestale di Anela, Alà dei Sardi, Bosa e Marganai. Diversi i lanci effettuati dal canadair, specie quando il fuoco ha puntato diritto verso lo stabilimento dell’acqua minerale Santa Lucia. Numerose le squadre a terra, che hanno operato in condizioni davvero difficili e di rischio elevato: sotto la direzione della stazione di Bonorva sono intervenute 3 pattuglie del Corpo forestale, 10 di Forestas e 2 delle compagnie barracellari. In tarda serata, dopo una battaglia estenuante, l’incendio aveva ancora tre fronti attivi di circa 800 metri. Gli altri incendi hanno interessato il territorio di Nurri a “Perd’e Porcu”, Sarule (a M.Mureddisonno”) e Orgosolo (a “Mariane”) dove oltre agli elicotteri del sistema regionale è intervenuto anche uno dell’Esercito perchè le fiamme sono arrivate a 200 metri dal centro abitato.

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