La “spesa sospesa” in aiuto delle famiglie in difficoltà

Situazione grave anche dopo il lockdown, volontari all’opera per la solidarietà Distribuiti in poche settimane 1200 pacchi di viveri e beni per circa 80mila euro

PORTO TORRES. Il bilancio complessivo dell’iniziativa “Spesa sospesa” relativi ai periodi precedente e successivo all’emergenza coronavirus conferma l’aumento del numero delle famiglie bisognose che hanno necessità dei beni di consumo primari per la loro sussistenza. L’iniziativa promossa nel primo semestre dell’anno dall'amministrazione comunale in stretta collaborazione con la Consulta del volontariato di Porto Torres, ha visto tanti volontari in azione per cinque giorni la settimana. Con partenza dalla palestra “Nardi”, sede del deposito delle derrate alimentari, e destinazione nelle varie zone della città per recapitare la spesa.

In diciassette settimane sono stati distribuiti 1175 pacchi di spesa e 30 tonnellate di cibo alle famiglie indigenti. Il tutto grazie alla generosità delle attività commerciali cittadine e dei paesi vicini, delle associazioni e dei singoli cittadini di buona volontà. Il valore complessivo dei beni è stato calcolato in 80mila euro, di cui 15mila euro finanziati dal Comune di Porto Torres. Tra le varie tipologie di cibo distribuite, inoltre, risultano 415 pacchi di carne, 271 pacchi di pesce, 48 pacchi di cozze, 50 forme di formaggio, 100 pezzi di salumi e 300 uova pasquali. Tutto frutto di donazioni comunque, a cui si aggiungono anche 60 bombole da cucina. Negli ultime settimane la situazione rischiava di diventare critica sui beni a lunga conservazione, perché negli scaffali stavano diminuendo i prodotti da distribuire a causa delle poche donazioni. Un problema di sostentamento per numerose famiglie senza reddito, tra l’altro, che necessitavano di beni primari come pasta, olio, zucchero, acqua e prodotti per l’igiene personale e per la casa. Il lavoro instancabile della Consulta ha permesso di superare anche questo “scoglio” e l’opera dei volontari in giro per i quartieri ha dimostrato la grande solidarietà dei portotorresi nei momenti del bisogno e non solo.

«La Consulta del volontariato si è fatta promotrice della creazione di una rete di volontariato cittadino in un contesto difficile per tutti – ricorda la presidente Adonella Mellino –, causa la grave crisi economica e la pandemia in atto, e ha manifestato l’esigenza di avviare un rapporto di collaborazione con altri soggetti, contribuendo a diffondere il concetto di rete». La Consulta ha cercato di cogliere al meglio lo spirito di servizio delle associazioni di beneficienza come le Caritas e le Vincenziane, riavviando un rapporto di stretta collaborazione per cercare di superare il difficilissimo momento dell’emergenza sanitaria. «Nel prossimo futuro speriamo di mettere a frutto l’esperienza maturata nei mesi scorsi – conclude la presidente della Consulta –, creando forme attive di collaborazione con l’amministrazione comunale e insieme agli enti che da sempre operano in prima linea nel settore socio-assistenziale».

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