Dalla Piana rilanciano: «Via il cda del Consorzio»

Bonifica, gli agricoltori di Ozieri alleati dei colleghi della Bassa Valle del Coghinas «Anche noi contro i ruoli troppo alti, dobbiamo fare questa battaglia uniti»  

OZIERI. Non si placano le polemiche sulla gestione del Consorzio di Bonifica del Nord Sardegna. A una settimana dalla levata di scudi dei consorziati del comprensorio della Bassa Valle del Coghinas, che hanno chiesto le dimissioni del cda, tornano a farsi sentire i colleghi del comprensorio della Piana di Chilivani, che già qualche mese fa avevano protestato contro l’alto costo dei ruoli consortili minacciando le vie legali e che ora rilanciano, annunciando di essersi già rivolti a dei legali per far andare avanti la causa e chiedendo a loro volta le dimissioni del cda.

«Va chiarito innanzi tutto – dicono – che non è vero che nella Piana paghiamo ruoli consortili più bassi, semmai è vero il contrario, ma non è questo il punto: siamo tutti sulla stessa barca, perché tutti paghiamo troppo. Questa battaglia va fatta uniti».

I ruoli consortili ammontano a più di 330 euro per ettaro e sono del tutto insostenibili per i consorziati, che sostengono che «a conti fatti non possiamo permetterci di pagare più di 25 euro per ettaro». E a nulla sono servite le rassicurazioni fatte a Ozieri dal Cda del consorzio che ha annunciato l’intenzione di chiedere un contributo alla Regione proprio per abbassare i costi dei ruoli, «perché – dicono i consorziati – la riduzione sarebbe di circa 100 euro, e non è abbastanza».

Ruoli troppo alti a fronte, per esempio, di un’annata come quella del 2017 «per la quale dovremmo anzi essere noi a chiedere i danni al consorzio – dicono dalla Piana – che in quell’estate siccitosa ha chiuso le condotte lasciandoci senz’acqua e ora ci chiede di pagare un servizio che non ci ha fornito».

Altro punto dolente sono le tare, cioè quelle porzioni di terreno non utilizzabili e quindi non irrigate, «e che invece – dicono dalla Piana – vengono conteggiate ugualmente nel computo metrico del calcolo dei ruoli anche e soprattutto perché i tecnici del Consorzio non hanno fatto, se non in rari casi, le perizie per calcolarle».

Condotte colabrodo e campagne allagate, sprechi gestionali, disagi a non finire: questi i capi d’accusa che anche dalla Piana vengono mossi al cda, «espressione di associazioni di categoria che non ci rappresentano e che quindi a sua volta non rappresenta nessuna componente di nessuno dei tre comprensori». La tregua che sembrava essere nata dopo la manifestazione di disponibilità del cda a incontrare i consorziati è finita, e c’è da aspettarsi che la loro voce si farà sentire ancora, da ogni angolo del comprensorio.

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