A Ossi si ricordano le vittime del Covid con una cerimonia

L’8 agosto messa in suffragio con l’arcivescovo e 20 sindaci. Nel paese il virus ha fatto 17 morti, 15 alla casa di riposo

OSSI. Ossi non ha dimenticato le vittime del Covid che ha colpito cittadini e ospiti della casa di riposo per anziani “Villa Gardenia”. E tutta la comunità l’8 agosto, le commemorerà con una cerimonia che si terrà alle 18,30 al campo sportivo Walter Frau per volere dell’amministrazione comunale e della parrocchia di San Bartolomeo.

Nel campo sportivo sarà celebrata una messa in suffragio presieduta dall’arcivescovo metropolita Gian Franco Saba. Il sindaco di Ossi Giovanni Serra ha invitato i primi cittadini di venti Comuni a partecipare perché ad essere stati uccisi dal virus asiatico non sono stati solo ossesi.

Il paese ha pagato un tributo pesante alla devastante emergenza sanitaria. Sono morti due cittadini (uno di loro è stato il primo della Provincia di Sassari) e 15 tra anziani e anziane ricoverati nella casa di riposo, dove si è sviluppato un focolaio che ha tenuto tutti in apprensione.

Ora Ossi è uscito da quel tragico periodo, ma i giorni di picco della pandemia, che ha fatto tante vittime soprattutto tra gli ospiti della casa di riposo e tenuto nell’apprensione tante famiglie, non possono essere rimossi perché, spiega il sindaco Serra, quanto è accaduto « ha profondamente segnato ed inciso sulla nostra vita, le nostre esperienze. Perciò con questa cerimonia che sarà civile e religiosa insieme vogliamo sottolineare la nostra dolorosa vicinanza a famiglie, parenti e amici che hanno vissuto un incubo, una assurda esperienza fatta di solitudine, di isolamento interpersonale, fra l’esigenza di avere notizie e informazioni sullo stato di salute dei propri cari e la carenza e difficoltà di conoscere la dura realtà che vivevano».

Ossi è stato uno dei paesi sardi più colpiti dal coronavirus. Quando si è sviluppato il contagio a Villa Gardenia, erano intervenuti anche i medici dell’Esercito per eseguire i tamponi ai ricoverati. La casa di riposo era rimasta isolata proprio per evitare che il virus si diffondesse ulteriormente, con gli anziani che non potevano ricevere le visite dei loro familiari e hanno vissuto lontani dai loro affetti, anche se assistiti come ogni giorno dal personale.

Un periodo buio dal quale Ossi si è ora risollevato ma che resterà indelebile nella memoria di tutti. «È perciò un nostro dovere morale, civile e religioso ricordare quanti sono venuti a mancare con una cerimonia», afferma Giovanni Serra che in quanto sindaco si è messo al servizio della sua comunità adoperandosi perché l’emergenza potesse essere gestita al meglio.

WsStaticBoxes WsStaticBoxes