Caso Frumentaria Tar: gara legittima

Un architetto contestò l’affidamento dei lavori di recupero Il tribunale dà ragione al Comune e condanna i ricorrenti 

SASSARI. «Il ricorso è infondato e deve essere rigettato». Lo dice il Tar Sardegna in merito al ricorso proposto contro il Comune di Sassari dall’architetto Sandro Roggio, in qualità di capogruppo di un raggruppamento temporaneo di professionisti. I giudici, oltre a bocciare il ricorso, hanno condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali, tanto nei confronti del Comune quanto nei riguardi del controinteressato, aggiudicatario della gara.

Materia del contendere era la determinazione dirigenziale del 30 gennaio con cui l’amministrazione comunale aveva affidato il progetto di recupero e riorganizzazione del palazzo della Frumentaria, dell’ex casotto daziario e dell’ex scuola di Sant’Apollinare al raggruppamento genovese “Gianluca Peluffo & Partners”, il cui capofila – durante la procedura – è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Milano a 2 anni e 10 mesi per turbativa d’asta nella vicenda che coinvolgeva, tra gli altri, l’ex assessore della Sanità della Regione Lombardia, Mario Mantovani, condannato a 5 anni e 6 mesi, e l’ex assessore del Bilancio ed ex viceministro dell’Economia, Massimo Garavaglia, assolto. In base a quella sentenza, Peluffo è “incapace di contrattare per un anno con le amministrazioni pubbliche”. Proprio sulla mancata esclusione di Peluffo dalla gara si erano basate le richieste del ricorso al Tar presentato dal gruppo di professionisti guidati da Roggio.

A distanza di sette mesi dall’aggiudicazione del servizio di progettazione, con una sentenza di 23 pagine il Tar ha stabilito che «nessuna delle censure del ricorrente coglie nel segno» così come «nessuna esclusione per falsa dichiarazione poteva essere comminata dalla stazione appaltante che, sul punto, ha ben operato». Il Tar ha concluso sostenendo che «l’amministrazione ha fatto buon governo dei poteri che la legge le affida e nessuna delle censure dedotte dal ricorrente è idonea ad individuare un vizio degli atti impugnati» avendo applicato correttamente sia le norme comunitarie che del Codice dei contratti pubblici e avendo «condotto una convincente e approfondita istruttoria circa l’affidabilità del soggetto con cui intende stipulare il contratto».

Il sindaco Gian Vittorio Campus ha accolto con soddisfazione la sentenza, complimentandosi per il lavoro svolto con l’allora dirigente del settore Appalti Marge Cannas, con l’avvocatura civica che ha seguito passo per passo la procedura, dall’aggiudicazione alla sentenza, e con il direttore generale Claudio Castagna che ha coordinato tutte le fasi di questo procedimento.



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