Antemurale, si parte a settembre

La Regione ha annunciato l’avvio dei lavori della grande opera portuale che costerà oltre 36 milioni

PORTO TORRES. Nelle previsioni dell’assessorato regionale dei Trasporti l’esecuzione dei lavori relativi alla grande opera portuale dell’Antemurale – il cui costo totale è di 36 milioni e 260mila euro – inizierà il prossimo mese di settembre.

Una notizia che fa ben sperare, quella ipotizzata dalla Regione, soprattutto in considerazione del fatto che sono trascorsi già diciotto mesi dalla firma tra l’Autorità di sistema portuale e l’azienda Sales per l’avvio degli interventi previsti in progetto. E nell’area vicina all’ingresso delle banchine del porto commerciale c’è soltanto un container, quartier generale dell’azienda che ha la sede legale a Roma e nessun movimento di operai. L’obiettivo della costruzione del primo lotto è quello di garantire adeguata protezione al porto commerciale dall’agitazione dei venti provenienti dal primo quadrante: consentendo così di diminuire il numero di giorni di brutto tempo, attualmente numerosi, allorquando si è in presenza di mareggiate, anche di intensità non eccessiva, provenienti dal settore nord-nord est. In particolare è previsto il prolungamento della diga frangiflutti di ponente di 680 metri, in modo da garantire protezione all’imboccatura del porto per le navi passeggeri e merci che devono ormeggiare nelle banchine dello scalo commerciale.

La cronologia dello stato di attuazione del progetto è cominciata nel 2014 con l’aggiudicazione dell’appalto integrato e nel maggio 2018 era stata indetta la conferenza di servizi per l’esame del progetto definitivo. La progettazione definitiva è stata conclusa e approvata il 13 dicembre 2019 e il contratto stipulato tre giorni dopo: quella esecutiva è iniziata il 12 febbraio scorso e si doveva concludere il 2 agosto. Un rincorrersi di date ufficiali che lascia prevedere, finalmente, l’inizio dei lavori di un’opera considerata strategica per lo sviluppo dell’hub portuale di Porto Torres. Le approvazioni del Ministero riguardavano le prescrizioni previste a suo tempo per espianto e reimpianto della posidonia in aree limitrofe a quelle dei lavori e l’installazione di dissuasori antistrascico con funzione anche di ripopolamento ittico nel Parco naturale marino dell’Asinara. Un’altra autorizzazione che riguardava da vicino i lavori dell’opera, sollecitata dal presidente della Regione Christian Solinas, riguardava la realizzazione dei cassoni a Porto Torres. Un obiettivo che era contemplato nell’offerta presentata in gara e che dovrebbe permettere anche importanti ricadute economiche sul territorio, oltre a garantire una più agevole gestione dei lavori. Un’altra nota dell’assessorato ai Trasporti riguarda il progetto per il completamento funzionale delle attrezzature portuali della scalo industriale, finanziato con 5 milioni e 849mila euro. Si tratta dell’ex capannone Cermelli acquistato dal Consorzio industriale provinciale: «Abbiamo chiesto alla Regione che l’importo residuo del finanziamento – spiega il presidente del Cip Valerio Scanu – pari a 249mila euro, abbia un cambio di destinazione di utilizzo per il rifacimento dello stesso capannone».

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