La giornata “silenziosa” di gremianti e portatori

Senza le vestizioni e il ritmo del tamburo i protagonisti della Faradda sono rimasti nelle loro sedi

SASSARI. Dopo settantuno anni di militanza nel Gremio dei Viandanti pensava di aver visto tutto. Ha assistito ai mutamenti della festa, da quando era più raccolta e meno di moda, fino ai tempi più recenti, quando fischi, applausi e cori da stadio si sono fatti largo tra le tradizioni secolari.

Edoardo Toschi Pilo, con i suoi 74 anni, 71 dei quali dedicati al Gremio, non avrebbe però mai pensato di vivere una Faradda come quella di ieri. «Siamo spaesati – racconta a metà mattina davanti ai portatori seduti in un bar di Porta Sant’Antonio – è una giornata silenziosa e surreale che non vorremmo che si ripetesse».

In questi 71 anni Edoardo Toschi Pilo ha proseguito l’opera del nonno, suo omonimo, e del padre Sebastiano. Nel 1973 ha ricoperto l’incarico di obriere maggiore. Durante la sua lunga militanza ha insegnato ai giovani i valori del Gremio, soprattutto la devozione a “Nosthra Signora di Bon Caminu”. «La giornata di oggi – racconta l’anziano gremiante – per noi Viandanti è iniziata alle 10 con la messa a Sant’Agostino, ma sono mancati tutti quei momenti che hanno sempre caratterizzato la giornata del 14 agosto».

Su tutte il momento della vestizione del cero, quando il Gremio incontra la città festante e concede ai più fortunati l’onore di mettersi sotto il candeliere per qualche secondo e di farlo ballare.

«In questo periodo così particolare – spiega il segretario dei Viandanti Cristian Zedda – siamo felici di essere riusciti almeno a festeggiare e onorare la nostra patrona, la Madonna di Buon Cammino. Questa Faradda la mandiamo in archivio così, è stato per tutti un momento di riflessione – conclude Zedda – speriamo di poter riprendere dall’anno prossimo a festeggiare nuovamente i Candeliieri insieme a tutta la città». (l.f.)

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