Tornano i Candelieri ma saranno virtuali

Tra fine agosto e i primi di settembre installazioni in piazza e realtà aumentata Nel week-end tanti i fedeli e i turisti a Santa Maria per ammirare i Ceri

SASSARI. Già al lavoro per la prossima Faradda. Che di questa storica e dolorosa edizione conservi l’enorme spiritualità, ma che riprenda, insieme a tutta la città, a danzare gioiosa e sfrenata. E, mentre ieri e oggi fedeli e turisti sono andati numerosi a vedere i maestosi Ceri e la Vergine dormiente nella chiesa di Santa Maria, di Candelieri si rinizierà a riparlare presto, tra la fine di agosto e la prima quindicina di settembre.

“Il nostro tempo infinito e sospeso. La cultura della tradizione Mediterranea e la Rete”: questo il titolo del progetto che il Comune, insieme alle città della Rete delle grandi Macchine italiane a spalla Patrimonio Unesco, in collaborazione con l’Istituto Nazionale per il Patrimonio Culturale Immateriale di Roma e su indirizzo tecnico-scientifico di Patrizia Nardi responsabile del progetti Unesco della rete, realizzerà in tempi di Covid nelle più belle piazze di Sassari, Viterbo, Nola e Palmi. Un evento culturale diffuso di grande impatto artistico ed emozionale, con quattro diverse grandi installazioni in videomapping che riproporranno e restituiranno alle comunità, nella forma dell’arte visiva, le immagini e la fonosfera delle loro feste.

L’azione si inserisce nel progetto più generale approvato dall’Ufficio Patrimonio Unesco del Mibact sulla base di una proposta di bando presentata dal Comune di Sassari che a gennaio, prima della chiusura Covid, aveva prodotto un’importante azione di promozione e valorizzazione nella Città di Bratislava, dove era stata avviata una significativa interlocuzione con l’ambasciata italiana e l’istituto italiano di cultura, arricchita peraltro dagli incontri in prospettiva di nuove attività di collaborazione che Nardi ha tenuto con i direttori degli istituti italiani di cultura di Vienna, Budapest e Praga, al momento solo sospese.

«Gli eventi - dice Patrizia Nardi - hanno l’obiettivo di testimoniare il valore del patrimonio culturale immateriale delle feste anche in un tempo imprevisto che è diventato sospeso nelle nostre vite, una testimonianza che vuole essere una restituzione alle comunità attraverso le immagini emozionanti del “ripreso” dalla troupe del regista Francesco De Melis nelle nostre piazze, accanto e sotto le nostre Macchine, nelle nostre chiese. La finalità, trasferire al segretariato generale Unesco a Parigi un rapporto sull’attività di salvaguardia e valorizzazione svolta pur in un tempo di limitazione fisica delle relazioni e dei contatti tra gli individui, gruppi, comunità. Una sorta di “affresco digitale” in esterna, sulle facciate dell’architettura storica-urbana delle città, così come già sperimentato nella città di Gubbio. Ringrazio molto l’Istituto -che è partner di progetto insieme alla Open Lab Company che si occuperà del progetto tecnico di installazione- con il quale condividiamo importanti percorsi di valorizzazione della rete, nazionali ed internazionali e un grazie sentito al Comune di Sassari e agli uffici dell’assessorato alla Cultura, soggetti insieme ai quali abbiamo messo in atto un’ottima pratica amministrativa di condivisione. Le nostre feste torneranno sulle nostre piazze e noi saremo lì ad aspettarle». «L’Amministrazione comunale - illustra l’assessora alla Cultura Rosanna Arru - sta portando avanti una serie di azioni che uniscono cultura, tradizione e innovazione per tutelare, valorizzare e promuovere la tradizione plurisecolare legata ai Candelieri. Oltre al prestigioso evento dedicato alla Rete sempre a settembre a Sassari verrà inaugurato un progetto innovativo che prevede l’utilizzo della realtà aumentata: attraverso contenuti audiovisivi e di animazione digitale la storia dei Candelieri prenderà vita».

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