Il gesto d’amore di Marco: ha donato i suoi organi

Nel cuore della notte due équipe hanno proceduto all’espianto e sono ripartite Il motociclista morto lunedì aveva espresso questa volontà. Indagini in corso

PLOAGHE. Era una sua volontà. Marco Talu, il 29enne di Ploaghe morto lunedì pomeriggio dopo un incidente avuto in moto sabato scorso, lo aveva messo nero su bianco e per questo quando è stato accertato il decesso è stata data comunicazione ai familiari ed è immediatamente scattata la procedura per l’espianto degli organi.

Alle 3 del mattino di ieri un’ambulanza della Croce Blu di Sassari ha prelevato due équipe di chirurghi all’aeroporto di Alghero – provenivano da Siena e da Genova – e le ha accompagnate nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Civile di Sassari. L’intervento è durato alcune ore e ieri mattina poco dopo l’alba gli organi di Marco sono volati verso la penisola, a salvare altre vite.

È stato l’ultimo, estremo gesto di generosità di un giovane che in molti hanno descritto come una persona buona, sempre sorridente, altruista. Un ragazzo di 29 anni che dopo la laurea in Agraria stava cominciando a toccare con mano il frutto di tanti sacrifici, le giornate sui libri a studiare e poi le prime esperienze di lavoro e quella sfida imprenditoriale legata alla coltivazione della cannabis legale.

Sabato sera, giorno di Ferragosto, Marco Talu era in paese insieme ad alcuni amici, poi è salito in sella alla sua potente Kawasaki e ha risalito corso Spano, la via principale del paese che si interseca con diverse altre strade. Da una di queste usciva una giovane 24enne al volante di una Toyota. Al momento si possono solo azzardare ipotesi sulla dinamica perché sono ancora in corso accertamenti e indagini da parte dei carabinieri, quel che è certo è che auto e moto si sono schiantate con violenza. Un impatto devastante, ad avere la peggio è stato il motociclista. Indossava il casco integrale, Marco, ma non è bastato a salvargli la vita. Proprio con la testa è andato a sbattere contro la carrozzeria della macchina prima di finire sull’asfalto. Un trauma cranico molto grave che ha richiesto un immediato intervento chirurgico, dopo esser stato trasportato dal 118 al Santissima Annunziata. Poi il ricovero in Rianimazione e l’attesa di un miglioramento o almeno di una stabilizzazione del quadro clinico. Ma le speranza di parenti e amici sono state vane. Lunedì pomeriggio il 29enne si è arreso.

La notizia della sua morte si è diffusa quasi subito sui social. Tante le parole di sofferenza da parte di chi lo conosceva molto bene, di chi aveva trascorso con lui gli ultimi minuti prima dell’incidente, degli amici di sempre, dei colleghi dell’Università.

Marco era un grande tifoso della Juventus, amava gli animali e spesso proprio sui social era stato promotore di campagne contro il loro abbandono. Ed era anche un ragazzo responsabile: «Sabato sera, divertiti quanto ti pare – aveva pubblicato questo pensiero qualche anno fa – bevi... ma non guidare. Su certe cose è meglio avere testa, la vita non è un gioco, persa una partita è GAME OVER per sempre...».

Ora andranno avanti le indagini dei carabinieri e dei periti cui certamente verrà affidato l’incarico di esaminare l’auto e la moto. Una prassi che servirà ad avere un quadro più chiaro della dinamica e ad accertare, di conseguenza, eventuali responsabilità.

Ma questi sono aspetti giudiziari di cui si discuterà più avanti. Ora per la famiglia è il momento del dolore, dell’addio a un giovane figlio che su questa terra ha voluto lasciare un ricordo di sè donando un po’ della sua vita a chi sta lottando per non perdere la propria.

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