Ettore e Jole, a Sassari il ricordo è vivo

Lei a 15 anni morì di leucemia e lui a 18 per amore si gettò dal ponte: la città non scorda la loro storia

SASSARI. Sono trascorsi 45 anni, ma la storia di Jole Ruzzini ed Ettore Angioy è marchiata a fuoco sul cuore dei sassaresi. Ha attraversato due generazioni, quella dei loro coetanei, di chi ha conosciuto e giocato insieme a questi ragazzi, e quella dei figli, alla quale è stata raccontata con pudore e delicatezza. E poi le fotografie sgranate di questi sfortunati fidanzatini, lei morta di leucemia il 17 agosto 1975, lui suicida per amore la stessa notte, sono approdate anche sui social. Ed è commovente come Sassari non li abbia mai dimenticati e come il loro sentimento faccia vibrare ancora certe corde dell’anima. Una storia d’amore bella e triste, che va oltre la vita stessa.



Dice Priamo Ruzzini, fratello di Jole: «Vedere così tanti commenti, così tanta commozione, mi ha colpito moltissimo. È stata una vicenda che all’epoca aveva fatto molto parlare, ripresa anche dai settimanali e dai quotidiani nazionali. Ma sinceramente non pensavo che tante persone ricordassero con affetto Jole e ed Ettore. Questo è stato il motivo che mi ha spinto a parlarne, uscendo da un intimo riserbo che avevo finora mantenuto».



Qualche giorno fa, a ricordare l’anniversario della morte sulla pagina Fb Segnala Sassari è stata Sandra Noce. Poche frasi per riassumere la vicenda e poi scrive questo: «Sepolti insieme per la vita. La loro tomba è dietro quella dei miei nonni e zie paterne, vado sempre a trovarli. Lei oggi avrebbe avuto 60 anni, lui 63. Oggi è il loro anniversario 17.08.1975. Riposate in pace». Sotto il post una cascata di commenti, centinaia di persone che anche brevemente, nella loro vita, hanno incrociato il destino dei due ragazzi. Dice Sandra Noce: «Quando è accaduto avevo 5 anni. Dietro la loro tomba c è quella dei miei nonni paterni e zie. Mia madre mi portava al cimitero, e da adolescente giravo perché mi piaceva vedere le foto. Quella di Jole ed Ettore mi ha incuriosito, e mia madre mi ha raccontato tutto. Da quel giorno, ogni volta che vado al cimitero, passo sempre a trovarli e gli mando. La loro storia è incredibile, ho sempre provato tenerezza. Mi sono rimasti nel cuore, per questo ho deciso che era giusto ricordare il loro anniversario».

La storia di Jole ed Ettore era stata ricordata anni fa anche nella pagina Fb Cimitero Monumentale di Sassari. Scrive Marcella Raffatellu: «Ho sempre impresso nella mia mente il lamento di dolore di Jole nella notte precedente alla sua morte. Mi trovavo anch'io ricoverata da un po' di tempo nello stesso reparto dell'ospedale civile in piazza Fiume ( per alcuni giorni jole è stata nella stessa camera con me); era l'agosto 1975. Conoscevo Ettore e altri ragazzi del gruppo Scout SS4, alcuni di loro quando andavano a visitare Jole passavano anche da me. La sera del 16 agosto venne anche Ettore e mi disse che, secondo lui, i genitori di Jole avrebbero dovuto tentare di portarla in un altro ospedale di una città del nord Italia; non riusciva ad accettare la situazione ed io, nel vedere l'espressione affranta e lo sguardo triste sul suo bel volto, riuscii a dirgli solamente: "la vita non è nelle nostre mani, possiamo solo pregare". Non ebbi nessun presentimento che mi potesse far pensare che, dopo poche ore, facesse quel gesto estremo. Per anni mi sono angustiata per non aver capito. Da allora ogni 17 agosto il mio pensiero e le mie preghiera sono per loro». Mirella Solinas: «Ho conosciuto Jole in ospedale, io sono stata dimessa 2 giorni prima dalla tragedia». Patrizia Caria: «Passavo con mia nonna sul ponte ed era appena successo.... Avevo 6 anni e ho davanti agli occhi ancora quell'immagine di un ragazzo con i pantaloni bianchi immobile a terra». Angelo Demurtas: «Conservo da anni un libro di storia di Ettore che mi regalò la sorella Paola».

Liliana Casiddu: «Ricordo benissimo la loro storia. Tutta Sassari, me compresa, eravamo rimasti scioccati dalla vicenda di questi due ragazzi. Uniti per sempre nella morte». Annalisa Cozzolino: «Come si fa non dimenticare questa tragedia? Sassari ha pianto questi piccoli ragazzi». Angelo Cano: «Noi allora adolescenti fummo molto impressionati e addolorati della triste storia di Ettore e Jole. Se ne parlò tanto, un tam tam che girò velocemente nell'allora affollato centro storico di Sassari, e sopratutto fra ragazzi e ragazze nelle salette (cantine) da ballo. Ricordo anche quando il brano a loro dedicato dai Cugini di Campagna "Preghiera" si usava come lento e si ballava con tristezza».

Angela Vargiu: «Mi commuovo sempre quando rileggo la storia di Jole e Ettore. Hanno giurato amore eterno. Non mancano mai fiori ed è sempre bellissimo andare a trovarli: mi sento l’anima leggera».
 

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