Al porto tra i tesori dimenticati

Fermo da 5 anni il progetto di riqualificazione della gradinata e dei reperti archeologici ritrovati

PORTO TORRES. Ci sono tesori archeologici nascosti sotto la gradinata che collega la banchina del molo sud con la stazione marittima che aspettano da ben cinque anni di essere visibili al pubblico. Il progetto definitivo di assetto è infatti ancora nelle mani dell’Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna, ma dopo tutti questi anni non si conoscono i tempi d’intervento nonostante le numerose sollecitazioni scritte e orali da parte della Soprintendenza archeologica. L’intervento prevedeva l’ampliamento e la protezione degli scavi, la riqualificazione dell’area con un prato e un sentiero per il collegamento pedonale fra il parcheggio interno al porto e via Vespucci. Opere importanti dal punto di vista della logistica, dunque, e soprattutto per lo sviluppo delle attività collegate al turismo culturale e alla riqualificazione delle aree interne dello scalo commerciale. Questo per offrire a chi sbarca a Porto Torres dalle rotte nazionali e internazionali, un immagine dello splendore della città antica che si fonde con la parte moderna. Le indagini condotte dalla Soprintendenza per i Beni archeologici avevano permesso di mettere in luce diverse strutture di età romana: costruzioni portuali di edifici con pavimento a mosaico, dei resti della rete viaria che allora collegava direttamente il porto con il cuore della colonia romana di Turris Libisonis. Allo scopo di tutelare i monumenti presenti e renderli fruibili, comunque, il progetto originale fu modificato e l’intervento progettato è determinato dalla creazione di un’area espositiva dedicata ai visitatori. Quest’ultima struttura rappresenta infatti un punto cardine che serve per collegare la grande incompiuta del terminal crociere (di competenza del ministero delle Infrastrutture) e la stazione marittima “Nino Pala” che aspetta da qualche anno di essere valorizzata al meglio. Il progetto di valorizzazione prevede la realizzazione di un percorso di visita con una passerella in legno, già costruita e l’installazione di alcune vetrine per esporre i reperti rinvenuti sia durante i lavori per l’ampliamento del bacino storico sia negli scavi condotti nel porto commerciale. La presenza di ampi spazi espositivi aperti dove collocare i manufatti archeologici più grandi, rende ancora più facile la loro conservazione. Il progetto avviato deve però ancora essere ultimato attraverso il finanziamento dall’Adsp, perchè si tratta di un’opera di qualità, di notevole pregio e di grande attrattiva. E ha il duplice scopo di riqualificare un’area archeologica importante dal punto di vista culturale e turistico e di rivalutare una stazione marittima attualmente sottoutilizzata dalla mancata gestione di alcuni servizi. Nel finanziamento previsto dall’Autorità di sistema ci sono anche le strutture archeologiche messe in luce durante la realizzazione della nuova viabilità di collegamento fra i moli di levante e di ponente. Reperti che versano da troppo tempo in stato di abbandono e preda degli animali di passaggio che scorrazzano e delle intemperie.

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