Malessere reale che sfugge al controllo

Inascoltato l’appello dell’Anci per rafforzare i presìdi e garantire sicurezza

SASSARI. A fronte di un fatto che viene denunciato ce ne sono tanti che ormai neppure vengono segnalati. É un braciere sempre acceso il Goceano, ci sono momenti in cui la fiamma si abbassa ma non si spegne mai. Bottiglie incendiarie, spari per spegnere le telecamere che dovrebbero essere “l’occhio tecnologico della legalità” (come a Esporlatu, 80mila euro il danno), minacce agli amministratori pubblici. Da Esporlatu a Burgos, passando per gli altri piccoli centri che segnano la linea di confine tra la provincia di Sassari e quella di Nuoro.

Da anni viene chiesta maggiore attenzione. Alcuni sindaci hanno sottolineato che «c'è una organizzazione dentro tutto questo» e che è troppo facile liquidare tutto con le solite frasi di circostanza. Non sono schegge impazzite, quindi, e gli amministratori pubblici - loro stessi presidio dello Stato - hanno lanciato il grido d’allarme: «Non lasciateci soli».

Denunce e segnalazioni sono sempre uguali: «I nostri paesi sono stati abbandonati, non c'è più sicurezza, la vigilanza è insufficiente e fortemente condizionata da organici insufficienti delle forze dell’ordine».

Dopo gli ultimi attentati di Esporlatu e Burgos, il presidente dell'Anci Emiliano Deiana aveva nuovamente chiesto l’intervento del Governo nazionale. Una richiesta semplice: «Un autorevole e risolutivo intervento affinché in tutta la Sardegna vengano rafforzati i presìdi dello Stato per garantire maggiore sicurezza ai cittadini onesti e agli amministratori locali». In tanti, troppi paesi, purtroppo, manca pure la stazione dei carabinieri che era un riferimento importante. Non è cambiato niente, purtroppo, la situazione è peggiorata. C’è un malessere reale che sfugge al controllo e sono troppi gli episodi che vengono sottovalutati. (g.b.)

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