Nove fucilate contro i mezzi di un allevatore, paura a Burgos

Il fatto è avvenuto in via Europa. Sul grave episodio indagano i carabinieri

SASSARI. Nove fucilate esplose da distanza ravvicinata, tutte a segno. Nel mirino un camioncino e due auto di un allevatore: la carrozzeria perforata da proiettili calibro 12, segni evidenti anche sul parabrezza dei mezzi. É successo nella notte tra giovedì e venerdì e il commando solo per pochi istanti non ha incontrato una pattuglia dei carabinieri che stava eseguendo un servizio di controllo a breve distanza. Il nuovo episodio che fa salire la tensione e genera paura nel centro del Goceano si è verificato in via Europa, a poca distanza (100 metri in linea d’aria) da un bar dove erano presenti diversi clienti. Anche i residenti hanno udito chiaramente le fucilate, ma come spesso capita in queste situazioni nessuno ha visto niente. Sull’ennesimo attentato stanno svolgendo le indagini i carabinieri della compagnia di Bono e quelli del comando provinciale di Sassari. Rilievi sono stati effettuati sui mezzi da parte degli specialisti del Nucleo investigazioni scientifiche alla ricerca di elementi utili per risalire agli autori del pesante avvertimento. Gli investigatori hanno anche sentito l’allevatore finito nel mirino degli attentatori, anche per cercare di capire dal suo racconto se ci sono stati di recente situazioni (minacce o altro) che possano aiutare a circoscrivere il cerchio.

Quello dell’altra notte è un fatto grave e segue altri episodi che hanno già fatto scattare l’allerta in diversi centri del Goceano, a cominciare proprio da Burgos. Nelle relazioni di servizio, ormai da parecchi mesi è stata rappresentata l’esigenza di “attenzionare l’area del Goceano”, dove tra le attività in netta crescita è stata evidenziata quella della movimentazione della droga. Spaccio e commercio diffuso, al punto da essere definito come elemento preoccupante.

Certo, ogni episodio sembra fare storia a se, e dietro gli attentati a volte ci sono piccole diatribe e banali contrasti. Ma il fatto è che è cresciuta notevolmente la preoccupazione da parte degli amministratori pubblici, loro stessi spesso oggetto di azioni violente.

Ci sono sindaci di piccole realtà (comunque con all’interno situazioni complicate) che hanno già chiesto di trovare soluzioni alternative alla cancellazione della stazioni dei carabinieri, in molti casi l’ultimo avamposto dello Stato. Sono state formulate proposte per creare dei punti di incontro, stanze riservate messe a disposizione dalle istituzioni e dove due o tre volte la settimana chi ha necessità possa incontrare i rappresentanti dei carabinieri. Ma ci sono sindaci che stanno cercando di percorrere strade - dove possibili - per ottenere la riapertura delle stazioni dei carabinieri. A cominciare dai potenziamenti degli organici dell’Arma nelle aree cruciali.

Sono ragionamenti che si ripetono e che sottintendono la gravità della situazione. L’obiettivo è rafforzare il livello di prevenzione, per fare in modo che non venga rimosso del tutto quel filo che ancora resiste e che consente alle comunità di coltivare la tutela dei diritti e l’affermazione della legalità.

Le fucilate dell’altra notte - nove in rapida successione - in via Europa, sono un forte campanello d’allarme che non può essere sottovalutato. Le indagini non sono mai semplici a Burgos come in altre realtà del Goceano, basta scorrere la storia per rendersi conto di quante vicende sono ancora aperte e senza soluzione a distanza di anni.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



WsStaticBoxes WsStaticBoxes