Cade l’accusa di peculato assolti 2 operai di Forestas

L’indagine dei carabinieri nel 2018 aveva portato alla denuncia di sei lavoratori I dipendenti hanno dimostrato di non aver usato un furgone per motivi personali

OZIERI. Dovevano difendersi dall’accusa di assenteismo dal cantiere Forestas di “Bena Majore” a Ozieri, ma la Procura ipotizzava anche le accuse di peculato e truffa, per aver indotto l’ente per cui lavoravano a corrispondergli ingiustamente la retribuzione e inoltre per aver utilizzato per motivi personali un furgone Iveco del cantiere.

L’indagine era partita dopo una segnalazione arrivata ai carabinieri della compagnia di Ozieri e gli investigatori del nucleo operativo avevano avviato una serie di accertamenti - anche con l’installazione di videocamere che avevano ripreso i momenti dell’ingresso e dell’uscita dal cantiere - che poi erano stati condensati nel rapporto trasmesso alla procura della Repubblica di Sassari.

In sei erano finiti nel registro degli indagati e per tutti a febbraio dello scorso anno il sostituto procuratore Mario Leo aveva chiesto la misura interdittiva della sospensione dal lavoro.

Per due di loro, Riccardo Becciu e Pier Nico Carta, la vicenda ha avuto però un lieto fine. Difesi entrambi dall’avvocato Paola Milia, i due operai sono riusciti a convincere il giudice della loro buona fede. Becciu ha scelto di affrontare il processo con il rito abbreviato e il giudice dell’udienza preliminare Antonello Spanu lo ha assolto perché il fatto non sussiste, mentre Carta è stato prosciolto con la stessa motivazione. Gli altri quattro hanno scelto strade processuali diverse.

Durante l’indagine i carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Ozieri avevano monitorato con appostamenti e telecamere l’ingresso del cantiere di lavoro, controllando l’entrata e l’uscita degli operai e i movimenti di un furgone Daily Iveco tramite un gps installato a bordo del mezzo di lavoro.

Durante l’attività di accertamento erano emerse alcune posizioni dubbie, specie per quanto riguardava l’allontanamento dal cantiere di dipendenti che risultavano regolarmente al lavoro. Riccardo Becciu e Pier Nico Carta hanno però spiegato in aula che gli spostamenti a bordo del furgone del cantiere non erano mai legati a motivi personali. Becciu ha spiegato che abitando a Sassari talvolta veniva autorizzato a prendere servizio la mattina nel cantiere sassarese di “Lu Traineddu” anziché presso la sede di servizio di “Bena Majore” omettendo quindi la timbratura. In altre occasioni gli spostamenti - ha dimostrato l’imputato ricostruendo le circostanze contestate – erano comunque motivati da necessità legate alla sua attività lavorativa.

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