Studentessa massacrata, condannato il suo ex

L’aggressione si era verificata ad Alghero tre anni fa. L’uomo di 32 anni deve scontare 4 anni e 4 mesi

SASSARI. Qualche ora dopo aver spento le candeline in un locale di Alghero insieme al fidanzato, i suoi amici e i suoi parenti con cui aveva festeggiato il suo 23esimo compleanno era stata colpita con calci e pugni proprio dal suo compagno che aveva perso la testa all’interno di una camera di un b&b in cui la coppia doveva trascorrere la notte.

La vittima, una 26enne algherese, era stata presa per i capelli tirati sino a strapparli dal cuoio capelluto, il suo corpo molto più esile di quello di lui strattonato fino a provocarle un trauma cervicale. La brutale aggressione si era verificata a ottobre di tre anni fa.

Ieri mattina l’uomo, un algherese di 32anni, difeso dall’avvocato Andrea Devoto, è stato condannato dal giudice dell’udienza preliminare Carmela Rita Serra a quattro anni e quattro mesi di reclusione più al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva di diecimila euro. Processato con il rito abbreviato, l’uomo doveva difendersi dalle accuse di violenza sessuale, lesioni, rapina aggravata e maltrattamenti. La vittima, costituitasi parte civile con l’avvocato Francesco Porcu, aveva dovuto subire una violenza inaudita dall’uomo con cui era fidanzata da pochi mesi. L’uomo era arrivato addirittura a tentare di strapparle gli occhi con le dita, fino a provocarle enormi ematomi a entrambi i bulbi oculari.

Dopo la dettagliata denuncia da parte della vittima, che aveva raccontato ai carabinieri della compagnia di Alghero di aver subito altre violenze nel corso della breve relazione, per il 32enne era scattato il divieto di avvicinamento alla ex fidanzata.

La follia che aveva portato la 23enne a sporgere denuncia era scattata dopo che la giovanissima aveva brindato in compagnia delle persone più care, compresi i suoi genitori in un locale algherese. La coppia si era poi trasferita in un b&b nelle vicinanze dei giardini pubblici. Solo che in piena notte quella giornata da sogno per lei si era trasformata in un incubo. Dalle indagini e dai controlli medici compiuti nei giorni successivi, erano emersi particolari raccapriccianti. Dopo l’aggressione, causata dalla gelosia, era riuscita in un modo o nell’altro ad andare via dal b&b, ripresentandosi malconcia a casa dei genitori. Da lì la corsa verso l’ospedale civile, il ricovero, gli accertamenti e l’intervento dei carabinieri della stazione di Alghero, che avevano raccolto la sua disperata richiesta di aiuto. (l.f.)

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