Il cammino di Santa Barbara diventa realtà

Firmato il Protocollo di intesa tra enti, diocesi e fondazione per far nascere l’itinerario minerario

SASSARI. Il cammino minerario di Santa Barbara del Nord-Ovest diventa realtà. Dopo la presentazione a fine gennaio della proposta progettuale per la costruzione e la gestione dell’itinerario storico, culturale, ambientale e religioso nella Nurra, con il coordinamento della Provincia di Sassari capofila del progetto, ieri pomeriggio in Sala Angioy è stato sottoscritto il Protocollo di Intesa tra gli assessori del Turismo e della Programmazione della Regione, la Provincia di Sassari, i Comuni di Sassari, Alghero, Porto Torres, Olmedo, Putifigari e Uri, l’Arcidiocesi di Sassari, la Diocesi di Alghero Bosa, il XIII° Vicariato Arcivescovile della Chiesa Ortodossa, l’Associazione Pozzo Sella e la Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara.

La proposta fa parte del progetto più generale presentato alla Regione a maggio 2020 per la realizzazione di un “Brand identitario del turismo lento minerario della Sardegna” che, oltre al Cammino del nord-ovest, comprende quello del sud-est, il del centro-sud e quello già operativo nel sud-ovest.

Si tratta di un itinerario ad anello della lunghezza di circa 200 km, da percorrere a piedi in 11 tappe, che include l’Argentiera, Canaglia, le miniere di Olmedo e quella di Cala Bona e le diverse chiese dedicate alla Santa patrona dei minatori oggi perse in tante parti del territorio. Una infrastruttura di pubblica utilità e di libera fruizione finalizzata a valorizzare con la pratica del turismo lento lo straordinario patrimonio storico, culturale e religioso connesso alla millenaria attività estrattive svoltasi nella regione storica della Nurra ed inserito in un contesto paesaggistico e ambientale di grande fascino e bellezza. Dopo il positivo avvio del Cammino Minerario di Santa Barbara del Sud-Ovest nel Sulcis Iglesiente Arburese Guspinese, la costruzione dei tre nuovi itinerari nelle restanti aree minerarie dismesse della Sardegna, conferisce al progetto una dimensione di carattere regionale che consente di proporre nel mercato del turismo lento, sempre in continua crescita anche nel periodo di restrizioni dovute al contrasto del Covid 19, la realizzazione di un “Brand identitario del turismo lento minerario della Sardegna” che consentirà di lanciare sul mercato nazionale e internazionale un prodotto turistico nuovo per la Sardegna da praticare in tutte stagioni e caratterizzato dalla sostenibilità ambientale capace di contrastare lo spopolamento e di favorire la transizione ecologica della Sardegna.

«Uno progetto importante – ha affermato l’amministratore Pietro Fois – un filo rosso che unisce all'interno del nostro territorio uno straordinario patrimonio culturale, ambientale e religioso. Un progetto di fede e riscoperta della storia, capace di creare nuove prospettive di sviluppo economico e culturale».



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