Vertici della sanità e contagi a Sassari: la procura chiede 3 rinvii a giudizio

Il procuratore Caria sollecita il processo  per il Direttore dell'Ufficio Igiene e Sanità Pubblica di Sassan, il Direttore Sanitario dell' AOU e il Direttore Generale ATS di Sassari in carica durante la prima ondata della pandemia

SASSARI. La Procura di Sassari ha chiesto tre rinvii a giudizio, che riguardano dirigenti della sanità, relativamente alla vicenda dei contagi verificatisi fra pazienti e personale sanitario a Sassari durante la prima ondata della pandemia di coronavirus. La notizia è contenuta in un comunicato stampa firmato dal procuratore di Sassari Gianni Caria.

"Con riferimento a un precedente comunicato stampa in data 16.10.2020  _ si legge nel comunicato _ riguardo alla notifica a 6 persone di un avviso di conclusione di indagini su ipotesi di reato relative all'emergenza sanitaria da COVID-19, in particolare numerosi decessi (Il persone) e contagi fra i pazienti e il personale sanitario avvenuti all'interno del Reparto Cardiologia dell'Ospedale Civile di Sassari, si rende noto quanto segue: rispetto agli originari 6 indagati, la Procura della Repubblica di Sassari ha richiesto il rinvio a giudizio nei confronti del Direttore dell'Ufficio Igiene e Sanità Pubblica di Sassari Fiorenzo Delogu, del Direttore Sanitario dell' AOU Bruno Contu e del Direttore Generale ATS di Sassari Giorgio Steri (in carica il 20.3.2020)".

Il procuratore di Sassari Gianni Caria

La procura "Ha invece chiesto l'archiviazione per i Delegati alla sicurezza in carica nel medesimo periodo _ si legge ancora nella nota _, nella convinzione che l'inosservanza delle regole anticontagio, a loro origmariamente addebitata, non riguardasse la delega ricevuta dal Direttore Generale AOU e che quindi non abbiano commesso alcun reato. È invece stato momentaneamente sospeso il procedimento a carico del Direttore Generale AOU Nicolò Orrù".

"Si informa inoltre che la Procura della Repubblica di Sassari _ aggiunge il comunicato _ ha chiesto l'archiviazione per un'altra vicenda riguardante l'epidemia da COVID-19 (prima ondata). Per il focolaio sviluppatosi nel reparto di Nefrologia dell'Ospedale Civile di Sassari, si è ritenuto che, pur in assenza di specifici interventi da parte della Direzione Sanitaria per contenere il rischio biologico SARSCOV- 2, la carenza di interventi è risultata comunque compensata dall'adozione nella struttura di un apposito protocollo, avvenuta il 5.3.2020, quindi antecedentemente ai primi casi di positività".

"Inoltre, il rischio è stato mitigato dall'acquisto di stivali e visiere per iniziative spontanee del personale sanitario. Ne consegue _ prosegue il procuratore _ che sono rimaste incerte le cause della diffusione del virus nel reparto. In altre strutture dell' AOU il numero di positivi è stato esiguo e il rischio di diffusione del virus è rimasto sotto controllo, per CUI non è stato accertato alcun fatto penalmente rilevante. Le indagini sono da considerare chiuse con riguardo a quanto avvenuto nelle strutture AOU durante la prima ondata".

"Proseguono le indagini _ conclude la nota firmata da Caria _ per altri episodi astrattamente configurabili come reato, sia nel periodo della prima ondata (strutture sanitarie ATS e strutture residenziali) che in quello della seconda ondata. Le indagini sono state svolte con la collaborazione del NAS Carabinieri di Sassari e dello Spresal di Sassari".

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