L’erosione minaccia le spiagge

Grave situazione alla Farrizza e Abbacurrente, in pericolo la storica torre. Reiterata l’ordinanza

PORTO TORRES. L’ordinanza sindacale di interdizione del tratto pianeggiante e costiero compreso tra la torre e la spiaggia di Abbacurrente - decisa a gennaio a causa dei continui smottamenti - dovrebbe essere reiterata anche per tutto il periodo della prossima stagione estiva. A conferma di questo c’è il sopralluogo effettuato ieri mattina dalla commissione Ambiente, presieduta da Massimiliano Ledda, e dalla struttura comunale che segue da vicino la progettazione per gli interventi di erosione costiera finanziati cinque anni fa dalla Regione. Una visita programmata nelle scorse settimane e all’indomani delle numerose segnalazioni (apparse più volte sulla Nuova)sul dissesto idrogeologico in atto in una delle zone più attraenti e frequentate della fascia costiera. La parte sottostante della torre di Abbacurrente è infatti sempre più erosa dal moto ondoso, che mette in serio pericolo la già precaria stabilità di una struttura storica su cui servono urgenti interventi di rinforzo. L’azione aggressiva del mare sul suo basamento roccioso di fondazione è purtroppo costante e non promette niente di buono ogni qualvolta si verifica l’aggravarsi delle condizioni climatiche. Il finanziamento regionale di 1 milione e 500mila euro prevede anche interventi da realizzare a protezione dei terreni di fondazione della torre di Abbacurrente. Ma i tempi di realizzazione sono considerati piuttosto lunghi, perché trattandosi di interventi di materia ambientale occorrono diversi mesi per avere le autorizzazioni da parte di almeno sedici enti preposti a questo tipo di progettazione. La parte relativa alla valutazione di impatto ambientale dovrebbe riguardare proprio la torre, perché sono previste opere di protezione a mare, ma la struttura comunale ha deciso di avanzare una proposta alla Regione per cercare di accorciare i tempi burocratici. L’idea è stata illustrata dal dirigente ai Lavori pubblici, Massimo Ledda, che nei prossimi giorni chiederà ufficialmente agli uffici regionali di poter stralciare in due parti il progetto relativo ai finanziamenti già erogati: ovvero intervenendo prima sulla costa rocciosa con pareti a picco (falesie) e successivamente sulla torre. In attesa della risposta da parte della Regione, con la speranza che sia positiva, bisogna attendere che i professionisti riuniti in Raggruppamento temporaneo d’impresa portino a compimento la progettazione affidata dall’amministrazione comunale nel gennaio scorso.

Nel frattempo il sindaco Massimo Mulas ha chiesto nelle settimane scorse ulteriori finanziamenti alla Regione, 3 milioni di euro, perchè ha ritenuto più che urgente contenere il rischio immediato di crolli nella zona di Abbacurrente.

«Bisogna proteggere una fascia costiera che rischia seriamente di franare sotto il peso delle forti mareggiate spinte dai venti – ha ricordato –, trattandosi di un fenomeno esclusivamente naturale e non dovuto a incuria da parte dell’uomo. Sentiamo fortemente l'esigenza di mettere in sicurezza le calette di Abbacurrente, che vengono scelte dai turisti e dai visitatori che amano stare distanti dalle spiagge affollate».

La parte relativa al dissesto della costa turritana è molto consistente, purtroppo, e bisogna prevedere nuova progettazione per cercare di arrivare ai nuovi finanziamenti comunitari e a quelli previsti dal recovery fund. L’obiettivo della struttura comunale è quella di realizzare nel tempo tutta una serie di interventi, partendo dallo scalo marittimo per arrivare nell’area di Abbacurrente e della Farrizza. Mettere tutto in sicurezza, insomma, in previsione della programmazione del Piano di utilizzo dei litorali (Pul).

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