Monte Traessu, ambiente e lavoro

Giave, prosegue la valorizzazione del cantiere forestale da 245 ettari

GIAVE. Il cantiere forestale di Monte Traessu, nato nel 1973 con la cessione volontaria all’Ispettorato Forestale di 245 ettari di terreno, distolti dall’originale utilizzo produttivo per favorire la creazione di un cantiere di rimboschimento, negli anni si è rivelato tra i più importanti, sotto il profilo ambientale e paesaggistico, della Sardegna Nord-Occidentale e ora ha raggiunto le condizioni per la restituzione ai proprietari. L’amministrazione comunale guidata da Giammario Chessa attende con fiducia la manifestazione d’interesse dei proprietari per la concessione dei terreni in comodato d’uso gratuito per 20 anni, per decidere e programmare l’eventuale futuro utilizzo, in collaborazione con l’Agenzia Forestas, con il prosieguo delle opere di rimboschimento, dell’attività di sistemazione idraulico forestale, silvicolturali, della salvaguardia del patrimonio forestale, della tutela dalla minaccia degli incendi e la difesa dell’ambiente. «La valorizzazione del patrimonio forestale di Monte Traessu, per la sua alta valenza naturalistica e ambientale – ha osservato il sindaco Giammario Chessa – è un obiettivo dell’amministrazione comunale». Una soluzione che risponderebbe anche alle prescrizioni del Piano di coltura e conservazione, redatto dal Servizio ispettorato ripartimentale di Sassari il 12 giugno del 2020. «In collaborazione con Forestas potranno essere promosse le opere di rimboschimento, le attività di sistemazione idraulica forestale, le attività silvicolturali – ha proseguito il sindaco – la salvaguardia del patrimonio forestale dalla minaccia degli incendi e la tutela ambientale di un paesaggio stupendo, molto vario e movimentato che presenta una copertura vegetale variegata, costituita da un'associazione mista di latifoglie, con prevalenza di sughera, roverella, corbezzolo, fillirea, lentischio, mirto e olivastro e una vista panoramica sulla piana di Campu Giavesu, la Valle dei Nuraghi, il Monte Minerva, il conetto vulcanico del Monte Cuccuruddu e le valli e colline degradanti verso Alghero». «Tutto ovviamente con riferimento alle opportunità occupazionali, ha concluso, con le assunzioni tra i disoccupati residenti nel comune in cui insistono i cantieri, sulla base di accordi stipulati tra l’Ente, le organizzazioni sindacali dei lavoratori e i comuni interessati».

Emidio Muroni

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