Luci sul murale dedicato al poeta Sassu

Banari, illuminata l’opera che celebra il grande cantore estemporaneo

BANARI . «Ultimati i lavori di illuminazione notturna del murale in onore di Barore Sassu. Una luce di speranza che ci auguriamo sia di buon auspicio per uscire presto dalla lunga notte della pandemia». È il messaggio dell’amministrazione comunale, al termine dell’installazione delle lampade che valorizzano anche di notte il murale dedicato a un illustre figlio di Banari, uno dei grandi nomi della poesia orale estemporanea in Sardegna.

Il murale è stato realizzato qualche mese fa da Pina Monne, la nota muralista sarda che da anni realizza grandi pitture murali di taglio realistico in ogni angolo della Sardegna. L’opera si affaccia sulla piazza della Palma all’ingresso del centro abitato, su una delle facciata fin lì bianche del palazzo comunale. A fianco del ritratto del poeta, è stata trascritta una delle sue poesie, dedicata al suo paese natale, “Banari… sete seculos de vida…” scritta con il colore rosso della trachite locale, che fa di Banari “il paese della pietra rossa”. Completa l’opera l’immagine di una giovane donna del paese che indossa il costume locale. «Il murale – dice il sindaco Antonio Carboni – si inserisce all’interno di un percorso di rivalutazione e riscoperta della figura di Tiu Barore, già avviato dalle amministrazioni precedenti, dell’antica arte della poesia estemporanea e dei valori da questa veicolati per le giovani generazioni, dalla lingua alle tradizioni locali».

Barore Sassu è stato uno dei più conosciuti e longevi cantatori in lingua sardo-logudorese. Nato a Banari il 25 febbraio 1891, e nel suo paese natale morto il 10 settembre 1976, ha cantato la “poesia a bolu” per oltre mezzo secolo, calcando i palchi dell’isola fino all'età di 82 anni. «Il suo stile nel canto era veloce – dicono gli esperti – in grado di tenere un andamento metrico di riconosciuto pregio e livello esecutivo, senza nessun impedimento, sempre con la giusta misura».

Il suo debutto sul palco, nel 1908, all'età di 17 anni, in occasione della festa di San Lorenzo Martire, patrono del suo paese natale. Da lì iniziò la sua lunga carriera, sospesa nel 1915 dalla sua partenza per il fronte, e ripresa alla fine della guerra, dopo un periodo di prigionia in Austria, che divenne il tema di una delle sue composizioni più conosciute. Dal 1919 al 1973 calcò i palchi di tutta l’isola, gareggiando con i grandi della poesia estemporanea, da Barore Tuccone a Remundu Piras, da Peppe Sozu al “discepolo” Mario Masala. A Barore Sassu ha dedicato una monografia Paolo Pillonca.

Mario Bonu

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