Sassari, da batuffolini a impicci: il triste destino dei conigli

La veterinaria Roberta Demontis con il coniglio salvato

Comprati, tenuti sempre in gabbia e poi abbandonati per strada a morte certa. Salvato un esemplare sulla Buddi Buddi: maltrattato e in condizioni pietose 

SASSARI. Li prendono che sono dei batuffoli di cotone. Li trattano come giocattoli per bambini, come piccoli peluche da spupazzare. Però crescono, mangiano, pisciano, marcano il territorio, fanno la cacca, e soprattutto si ammalano, hanno bisogno di cure e di soldi per pagarle. Così il tenero coniglietto puccioso dopo un anno evolve nel minuscolo rompiscatole da tenere chiuso in gabbia o da abbandonare come rifiuto ingombrante.

Nei giorni scorsi mentre una signora passeggiava nel tratto finale della Buddi Buddi, il suo cane ha fiutato qualcosa tra i cespugli. Ha controllato e ha visto una vecchia gabbia arrugginita con dentro un coniglio, maschio, angora, con il pelo in condizioni pietose. La donna ha caricato gabbia e inquilino in auto, e li ha portati nella clinica Veterinaria Città di Sassari in via Alghero. La dottoressa Roberta Demontis, esperta di animali esotici e non convenzionali ha prestato le prime cure.


«Questo tipo di pelo angora è estremamente difficile da gestire – dice – anche i proprietari più attenti hanno difficoltà ad evitare che si annodi. Questo povero coniglio, probabilmente è sempre vissuto all'interno di questa piccola gabbia ed il pelo ha finito per avvolgerlo completamente. Addirittura non poteva stendere le zampe perché si erano creati dei ponti di pelo tra le zampe e l'addome che lo tenevano bloccato. Per non parlare delle unghie lunghissime».

Purtroppo il fenomeno dell'abbandono ha aperto un nuovo capitolo: non ci si sbarazza più solo dei tradizionali cani e gatti, ma anche questi “nuovi” animali da compagnia, considerati erroneamente di più facile gestione, alla lunga diventano grattacapi da smaltire. «Nessun animale è "semplice" – spiega la dottoressa Demontis – tutti richiedono estrema dedizione, cure veterinarie, cibo e spazio adeguato. Non si può pensare di acquistare un coniglietto che sta nel palmo di una mano, come fosse un pupazzetto, senza sapere che nell'arco di 5 mesi diventerà grande quanto un gatto, cambierà carattere, il maschio inizierà a marcare con le urine, la femmina diventerà irascibile e nervosa, dovuto agli ormoni della maturità sessuale. La soluzione non sarà certo quella di farli accoppiare e riprodursi perché dopo 28 giorni si tornerebbe al punto di partenza, ma andrebbero sterilizzati, in questo modo non solo saranno di nuovo tranquilli ed amorevoli come prima, inoltre sarebbe preventivo per il tumore dell'utero nella femmina e del testicolo nel maschio. A questo aggiungiamo i vaccini annuali per malattie come la mixomatosi e le malattie emorragiche virali, per le quali basta anche una puntura di zanzara, e che portano a morte certa il coniglio. Bisognerebbe informarsi sempre prima di prendere questi animali. Meno ignoranza si tradurrebbe in meno abbandoni, che, forse è il caso di ricordarlo, è considerato un reato penale».

L'associazione “Non solo conigli”, che si occupa di recupero e assistenza di questi animali, sta raccogliendo testimonianze e sporgerà querela contro ignoti. Al coniglietto bianco invece alla fine è andata bene: la sua salvatrice ha deciso di adottarlo, il pelo è di nuovo morbido e pettinato ed è finita anche la reclusione in una gabbia di 40 centimetri quadrati: ora ha una intera casa tutta per lui.
 

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