«Accendete la luce di teatri e palestre»

Appello di un lettore, chiede anche la riapertura delle piscine prima che sia tardi

SASSARI. «Che tristezza passare di fronte alle palestre e vedere i cancelli sbarrati, le porte chiuse con affissi dei cartelli che informano sulle prescrizioni dei Dpcm piuttosto che scrivere “Chiuso per lutto” che forse sarebbe più appropriato».

Così il nostro lettore Roberto Tedde di Sassari testimonia - anche dopo avere letto il servizio di ieri sulla Nuova - l’amarezza per il dramma che stanno vivendo le palestre, i teatri e le piscine.

«Si prova delusione nel vedere i teatri senza il cuore pulsante degli spettacoli o le piscine e le palestre senza l’energia dei nuotatori e degli atleti – afferma Tedde – . Ci chiediamo il perché queste attività debbano scontare la pena del Covid senza nessuna colpa. Qui in Sardegna la zona bianca ha permesso di ridare un po’ di fiato ai pubblici esercizi dopo un anno di quarantena ,di mancati guadagni, di sofferenza, di preoccupazione, di licenziamenti».

E ora che si riprende a intravedere la luce - secondo Tedde - «le palestre, i teatri e le piscine sono la cenerentola di tutte le attività che non si capisce perché nonostante la zona bianca devono penare le pene dell’inferno, le umiliazioni e il disagio che non deriva da giustificati motivi rispetto a coloro che giustamente hanno riaperto finalmente e riprendono fiato».

Secondo il lettore, si tratta di «attività pronte a ripartire nel rispetto delle normative anti Covid ed è inspiegabile questo ritardo che aggrava l’agonia dei gestori e dei titolari che si invocano ai politici di buona volontà affinché con la giusta e dovuta sensibilità diano risposte adeguate, positive ed immediate».

I tempi del rosso dei bilanci o il rosso bancario di queste inattività – dice ancora Tedde – «si ripercuotono in maniera pesante, sia sui titolari ma anche su chi usufruisce di questi servizi a tutto svantaggio della salute per i frequentatori delle palestre e delle le piscine e del benessere psico-fisico derivante dagli spettacoli nei teatri, centri di cultura qualificati. La riapertura è una priorità assoluta. Riaccendete la luce, ridate speranza a chi oramai la sta perdendo quasi completamente e rischia di affogare nel mare dell’indifferenza».



WsStaticBoxes WsStaticBoxes