Coronavirus, due indagati a Torralba

Sono i responsabili di Casa Bonaria dove lo scorso marzo si registrarono due morti e numerosi contagi

SASSARI. Ci sono due nuovi indagati nell’ambito dell’inchiesta su decessi e contagi Covid negli ospedali e nelle case di riposo della provincia di Sassari che si sono registrati dal primo lockdown a oggi. Questa volta la lente di ingrandimento della Procura della Repubblica si è concentrata sulle presunte falle all’interno della struttura Casa Bonaria di Torralba, di proprietà della Bonaria srl.

L’avviso di conclusione delle indagini è stato notificato al legale rappresentante della società e a un’altra persona che esercitava in concreto i poteri giuridici del datore di lavoro. Un’inchiesta finalizzata a far luce su eventuali responsabilità degli indagati per i due decessi e i diversi contagi che ci furono in quella residenza durante la prima ondata del Covid.

I reati contestati – a seguito dell’indagine condotta dai carabinieri del Nas di Sassari al comando del luogotenente Gavino Soggia con la collaborazione del servizio Spresal e la supervisione del procuratore Gianni Caria e del sostituto Paolo Piras – sono quelli di omicidio colposo plurimo, epidemia colposa e violazione della normativa a tutela della salute dei lavoratori e dell’utenza. «Si tratta di una fase procedimentale – ha tenuto a precisare la Procura – che non costituisce un’anticipazione delle decisioni del pubblico ministero sull’esercizio dell’azione penale». Tradotto: è prematuro, in questa fase, ipotizzare se verrà chiesto o meno il rinvio a giudizio dei due indagati che da questo momento «potranno chiedere di essere interrogati – è stato spiegato – produrre documentazione, chiedere specifici atti di indagine e comunque formulare le loro difese».

Un nuovo step, quindi, del corposo fascicolo di indagine sull’emergenza sanitaria Covid che i magistrati sassaresi stanno portando avanti da mesi. E che arriva dieci giorni dopo la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di tre vertici dell’Aou e dell’Ats sassarese per gli undici morti e le decine di contagiati nel reparto di Cardiologia dell’ospedale civile (a marzo dell’anno scorso).

Nello stesso periodo il coronavirus era entrato anche a Casa Bonaria, a Torralba, così come in altre residenze per anziani del territorio. Qui, dopo la scoperta del primo caso positivo, erano stati effettuati i tamponi al personale e ad alcuni anziani. Un’ospite che aveva accusato un malessere sospetto era stata ricoverata nell’ospedale di Ozieri dove era risultata positiva e poi era stata trasportata all’ospedale civile di Sassari e ricoverata nel reparto di pneumologia. Il sindaco Vincenzo Dore, vista l’emergenza in paese, aveva attivato il centro operativo comunale per la direzione dei servizi di soccorso e di assistenza. Il 7 aprile del 2020, ossia qualche giorno dopo il primo caso, erano saliti a dieci i positivi tra ospiti e operatori della struttura. Una situazione che aveva richiesto anche l’intervento della Marina militare, con un gruppo di medici che aveva raggiunto Torralba per effettuare un’attività di screening sugli anziani di Casa Bonaria. I militari, oltre ad aver fornito consulenza sulla gestione organizzativa della struttura, avevano verificato la corretta applicazione delle misure di contenimento adottate per scongiurare ulteriori possibili casi di contagio.

Ora l’inchiesta della Procura della Repubblica servirà proprio ad accertare se ci sia stata o meno qualche omissione da parte dei responsabili della struttura durante quel periodo di massima emergenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

WsStaticBoxes WsStaticBoxes