«Salviamo la chiesetta di Balai»

Gli appelli affinché l’importante bene monumentale venga messo in sicurezza all’esterno e all’interno

PORTO TORRES. Il futuro della zona est della città è in continuo pericolo a causa delle intense mareggiate provenienti dal primo settore di traversia e spinte dai venti di grecale e tramontana. Nei giorni scorsi bastava dare uno sguardo lungo il litorale turritano per constatare di quanto la potenza del mare può essere distruttiva per tutta la fascia costiera. E tra le opere più a rischio c’è purtroppo la chiesetta di Balai vicino che – al di là delle sole belle parole spese negli ultimi anni – necessita urgentemente di interventi sia all’interno sia all’esterno per conservare un bene monumentale che durante il periodo della Festha Manna dovrebbe ospitare i Protomartiri Turritani Gavino, Proto e Gianuario. Il condizionale diventa però d’obbligo, perché le infiltrazioni dell’acqua continuano ad allagare l’ipogeo durante le mareggiate.

Nel 2016 l’allora soprintendente delle Province di Sassari e Nuoro, Maura Picciau, aveva visitato attentamente la chiesetta di San Gavino a mare assieme agli architetti della stessa Soprintendenza. E aveva poi predisposto delle schede tecniche per mettere in risalto il fabbisogno di un restauro sulla struttura vessata dalle correnti marine. Una promessa di impegno rimasto solo sulla carta, dunque, compreso l’appello lanciato a più riprese dalla parrocchia di San Gavino per un intervento di impermeabilizzazione nella parte superiore degli ipogei dove vengono riposti i simulacri dei Santi Martiri Turritani. «Gli studi sulla chiesetta di San Gavino a mare – ricorda l’ex dirigente tecnico del Comune di Porto Torres, ingegnere Claudio Vinci -, così come citato nella antiche carte batimetriche militari, hanno dimostrato inequivocabilmente che se non si interveniva con opere di mitigazione del rischio, da eseguirsi per successive fasi con monitoraggio continuo della costa urbana, ci sarebbero stati seri rischi di crollo del luogo di culto tanto amato dal territorio, della strada del Lungomare Balai e delle case prospicenti la costa: nella chiesetta di Balai era previsto il completamento dell’opera con i cosiddetti “massi guardiani”, così come avviene per la protezione dei fari, e tutti gli interventi di dissesto idrogeologico sono finanziati dal Governo attraverso la Regione. Ogni hanno si possono fare le richieste di finanziamento entro il 20 di gennaio – aggiunge – e gli interventi di programmazione della difesa costiera, che va attuata per fasi al fine di consentirne il monitoraggio, hanno sicuramente un duplice vantaggio: i costi programmati sono sempre inferiori rispetto al costo degli interventi di emergenza che si attuano solo successivamente agli smottamenti improvvisi e di collasso della faglie».

Se non si eseguono delle opere di protezione della costa e non si integrano quelle già eseguite, secondo l’ingegner Vinci, anche il Piano di utilizzo dei litorali, ovvero il Pul, non sarà fattibile e questo comporterà degli evidenti danni anche per il decollo turistico della città. «Nessun imprenditore farà degli interventi a proprie spese sapendo che la minaccia di una mareggiata può mettere a repentaglio la propria attività».

La nuova amministrazione comunale riconosce il valore storico e culturale dello storico sito. «La chiesetta ha un grande carattere identitario – dice l’assessora ai Beni monumentali Maria Bastiana Cocco - e soprattutto necessita di alcuni interventi, in quanto la posizione suggestiva è anche la causa dei suoi problemi. Il vento e il mare rappresentano infatti un costante moltiplicatore dei fenomeni di erosione costiera. Il Comune in questo caso non ha competenze dirette sul sito ma è pronto a fare la sua parte e a collaborare per futuri e urgenti progetti di restauro dell'edificio. È necessario definire tutti insieme un piano d’azione per mettere in sicurezza questo e gli altri tesori della città»".

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