In un video l’aggressione per il debito di droga

Sequestrato dagli inquirenti il filmato che incastra Andrea Pintadu. Il gip conferma le misure cautelari

SASSARI. Un’aggressione in pieno giorno, nella via principale di Porto Torres, con i passanti che osservano la scena a distanza e la vittima che dopo aver incassato uno schiaffone al volto si allontana senza reagire, con la testa bassa e lo sguardo impaurito.

L’aggressore inizialmente gli va dietro, fa qualche passo e gli grida qualcosa, probabilmente lo minaccia, mentre l’aggredito attraversa la strada e cerca di mettersi in salvo.

Un’immagine cruda, catturata da uno smartphone di qualcuno che osserva a poca distanza, dall’abitacolo di una macchina in sosta. Qualcuno che molto probabilmente sapeva bene quello che sarebbe accaduto ed era pronto a filmare l’aggressione. I tredici secondi di violenza gratuita, con la canzone del momento “Sono sotto la pioggia” che fa da sottofondo radiofonico, sono finiti prima in una chat privata e poi nelle mani dei carabinieri di Porto Torres.

Una prova schiacciante a carico di Andrea Pintadu, 32 anni di Porto Torres accusato insieme ad Antonio Ignazio Lombardo di 33 anni, Stefano Manunta di 23 e Claudio Giovannetti di 20, si aver tentato di estorcere 500 euro alla vittima dell’aggressione per un vecchio debito di droga.

Un’azione violenta e dai metodi mafiosi, messa a segno prima con l’aggressione per strada da parte di Pintadu e poi con un’incursione a casa del trentenne di Porto Torres finito nel mirino della banda. Ieri mattina il giudice delle indagini preliminari Carmela Rita Serra ha sciolto la riserva sulle richieste avanzate i giorni scorsi dagli avvocati Paolo Spano, Paola Dessì e Sara Dettori, che avevano sollecitato l’attenuazione delle misure disposte al momento dell’arresto avvenuto dieci giorni fa. Pintadu e Lombardo restano invece nel carcere di Bancali, mentre per Manunta e Giovannetti sono stati confermati gli arresti domiciliari.

All’origine della brutale aggressione e al tentativo di estorsione ci sarebbe un vecchio debito di droga. Sarebbe stata la stessa vittima a raccontare nel dettaglio ai carabinieri di aver avuto in passato a che fare con Andrea Pintadu per un acquisto di cocaina.

Secondo quanto accertato dai carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore Angelo Beccu, dopo l’aggressione in mezzo alla strada, ripresa dallo smartphone, il 22 febbraio scorso la vittima sarebbe stata poi aggredita anche in casa. Botte così violente che gli avrebbero procurato la frattura di un braccio. Il trentenne a quel punto si era rivolto ai carabinieri. Venti giorni dopo erano scattate le manette.

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