Lifting del parco Mariani restaurata la piccola baita

Bonorva, il locale verrà riutilizzato come luogo di incontro, di sosta e di convegni Una suggestiva oasi verde, quasi recintati i 700 ettari e sistemati i sentieri interni 

BONORVA. È arrivata alla fase finale l’opera di recupero e ammodernamento di una piccola costruzione immersa nel verde della zona boscata più alta del parco Mariani, una baita a suo tempo utilizzata dai pastori e loro amici che ne avevano fatto un luogo di riposo ma anche di rifugio in caso di avversità. Fa parte, per un impegno di spesa di circa 80mila euro, di un finanziamento di 300mila euro, erogato dall’assessorato regionale ai Lavori pubblici per la valorizzazione e conservazione del territorio, nell’ambito del progetto di recupero ambientale e archeologico per la valorizzazione del compendio di oltre 700 ettari, acquistato dal Comune nel 2003 e distante meno di 500 metri dalle tombe ipogeiche di Sant’Andria Prius.

Fra gli interventi, previsti nel progetto e in fase di completamento, che hanno riguardato la recinzione totale del parco e, in particolare in località “Juanenaldu” e “Sa pedra iscritta”, al confine con il territorio di Orotelli, la realizzazione di cancelli d’accesso, la sistemazione della viabilità rurale per circa settanta chilometri, ormai in condizioni di assoluto degrado, e, l’opera di riutilizzo di immobili e beni realizzati al servizio del territorio, era previsto anche il recupero ed ammodernamento del piccolo edificio, composto da due ampi locali, al piano terra e primo piano e i relativi servizi.

La struttura architettonica, nel rispetto della fabbrica originale, è stata restaurata in modo funzionale e adeguata all’utilizzo come luogo d’incontro, per riunioni, convegno o sosta, di gruppi organizzati che potranno così avere a disposizione un punto di riferimento e rifugio adatto e sicuro dal quale iniziare un percorso interessante per una visita al compendio, conoscere le bellezze naturali del territorio e trascorrere una giornata all’aperto, a passeggio fra i boschi, all’interno di un progetto di rivisitazione del parco e delle sue stupende bellezze naturali al cui interno sono presenti boschi di lecci, roverelle, e sughere e numerosi esempi di vegetali della flora e fauna sarda e nel quale si può incontrare anche il cinghiale, il gatto selvatico sardo e molte specie di volatili, fra cui la gallina prataiola e l’aquila reale o una ricca fauna ittica che nuota nelle tante sorgenti che formano numerosi e perenni corsi d’acqua, ricchi di stupende e grandiose cascate.

Di rilievo anche le numerose emergenze archeologiche, particolarmente interessanti per la presenza di siti di notevole rilievo come le tombe ipogeiche, attualmente oggetto di recupero e restauro.

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