L’illusione di tre giorni di normalità

Giuseppe Marras dopo tre mesi di chiusura ha riavviato il suo ristorante giovedì ma ha potuto lavorare appena 72 ore

SASSARI. Tre mesi di attesa per aprire tre giorni. Giuseppe Marras aveva chiuso il suo locale di via Torre Tonda, l’insalateria “La Gourmerì” specializzata nella pausa pranzo, quando era stata proclamata la zona rossa delle feste di fine anno. L’ha tenuto chiuso negli scorsi mesi mentre la nostra isola continuava a cambiare colore e ha aspettato pazientemente la primavera, che sembrava portargli buone notizie. Invece è rimasto pesantemente scottato: ha riaperto giovedì scorso e il giorno dopo è arrivata la notizia della zona arancione che gli ha fatto abbassare la serranda dopo appena 72 ore.

A ingannarlo è stato il valzer dei colori: «Ho riaperto perché pensavo che, se le cose fossero peggiorate, saremmo al massimo finiti in giallo e quindi a pranzo avremmo potuto lavorare – racconta –. È stata una mazzata sotto tutti i punti di vista, è vero che potrò almeno lavorare con l’asporto ma siamo al trenta per cento del fatturato. Onestamente, se l’avessi saputo non avrei mai riaperto e avrei aspettato Pasqua». «Avevamo chiuso, come tutti, a fine dicembre – aggiunge – e poi ho deciso di restare chiuso per una serie di motivi. Il primo è che comunque non è che ci fosse tutto questo giro di clienti, infatti ho chiesto ai miei colleghi di via Torre tonda e mi hanno detto che non è che abbiano fatto grandi incassi. Così ne ho approfittato per rinfrescare il locale, fare qualche lavoro insieme al proprietario delle mura e avviare un nuovo progetto in un’altra zona di Sassari aprendo un bar che stava anche funzionando e che dovrò adesso fermare». E il danno di questo stop dopo tre giorni è enorme: «Noi lavoriamo solo con prodotti freschi e avevo fatto una spesa importante: carne, pesce, verdure, acqua, alcolici, bibite. Cercherò di salvarla il più possibile col sottovuoto, la carne per fortuna un mese può durare se ben conservata e resta comunque l’asporto. Ma riavviare un locale di ristorazione non è semplice, non è che rientri dopo settimane, attacchi il contatore dell’elettricità ed è tutto come prima, forse la gente non ha ben chiaro certi meccanismi. Riapriremo dopo Pasqua, spero, e avrei fatto a meno di questa situazione».

Tanto più che Giuseppe Marras, l’anno scorso, sempre in via Torre Tonda aveva inaugurato un locale ispirato allo street-food, con un target questa volta serale. E così è dura: «Ne riparleremo in estate, ma non so se quel progetto avrà un futuro. Era un locale che aveva bisogno di almeno un anno per decollare ma la pandemia ha interrotto tutto e non so se ci saranno le condizioni per riavviarlo».

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