Bono è di nuovo in “zona rossa”

Sale il numero di cittadini positivi: il sindaco costretto a emettere l’ordinanza per il lockdown totale

BONO. È di nuovo lockdown totale da ieri nel territorio del Comune di Bono: una decisione che a lungo si è cercato di evitare ma che alla fine è arrivata, di fronte all’evidenza della gravità della situazione epidemiologica. Il sindaco Elio Mulas ha emesso l’ordinanza di istituzione della zona rossa lunedì in tarda serata, prevedendone l’entrata in vigore dalla mezzanotte, e ieri mattina con un’ordinanza integrativa ha ribadito la decisione, precisandone esattamente i termini e corredandola dei necessari allegati: l’elenco delle aziende e dei servizi che possono restare attivi e l’autocertificazione che ogni cittadino dovrà portare con sé per giustificare ogni eventuale spostamento. La zona rossa infatti prevede la chiusura di tutti i servizi, negozi ed esercizi commerciali, a eccezione di quelli di beni di prima necessità, e anche il municipio resterà chiuso e vi si potrà accedere solo previo appuntamento. Chiuse ovviamente anche tutte le scuole, una misura che il sindaco Mulas aveva assunto già da ieri mattina ma che poi non è evidentemente risultata sufficiente per «evitare il formarsi di assembramenti di persone e, più in generale, evitare ogni occasione di possibile contagio che non sia riconducibile a esigenze specifiche e inderogabili o ad un particolare stato di necessità» e «garantire un elevato livello di protezione e distanziamento sociale al fine di contenere il diffondersi della citata epidemia nel territorio». Non si può quindi uscire dal paese, o entrarvi, non si ci si può assembrare nelle vie e piazze pubbliche né nelle abitazioni private, si esce insomma solo per situazioni di estrema, e comprovata, necessità, e qualora lo si faccia si devono seguire tutte le indicazioni in tema di protezione personale (mascherine, gel, distanziamento).

Sono queste in sostanza le direttive principali, contenute nel testo che si può leggere anche in rete sul sito istituzionale e la pagina Facebook del Comune. L’ordinanza di ieri, così come le due precedenti, recepisce l’indicazione della direzione generale dell’assessorato regionale alla Sanità dello scorso 19 marzo che indicava «l’urgenza di adottare ogni ulteriore misura a tutela della salute pubblica nel Comune di Bono, sulla base della valutazione del rischio formulata da Ats, e ogni azione necessaria ad assicurarne il rispetto da parte della popolazione» ma è anche frutto, come riferisce il sindaco Mulas, di «una lunga discussione che ha visto protagonisti noi, ma anche il Prefetto di Sassari (che ha presieduto la videoconferenza tra i vari soggetti, ndc), il responsabile Covid per il nord Sardegna dottor Guido e il direttore generale dell'assessorato alla sanità dottor Tidore».

La sola chiusura delle scuole non è stata evidentemente considerata sufficiente dai vertici regionali, della Sanità e della forza pubblica, causando l’ulteriore stretta ovvero la zona rossa sino al 6 aprile compreso, salvo ulteriori decisioni. «Sappiamo di chiedere un ennesimo, dolorosissimo, sacrificio a tante famiglie e tante attività, e ci auspichiamo che la Ras ci possa supportare una volta che, terminata l’emergenza sanitaria, dovremo affrontare l’emergenza economica» dice il sindaco Elio Mulas, che per giorni e giorni ha cercato di evitare l’inevitabile e ha invece sostenuto la necessità di avere maggiori controlli sul territorio, fari partire la campagna vaccinale e sostenere le imprese invece di condannarle a una nuova chiusura. Al momento i contagi ufficialmente accertati a Bono sono 74, di cui 4 da variante inglese, e le quarantene sono 75.

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