La questura: «Deiana l’abbiamo chiamato noi»

L’ufficio di gabinetto smentisce che il consigliere si sia autodenunciato «È stato convocato d’autorità. E non è stato espresso nessun apprezzamento»

SASSARI. Per il consigliere comunale Daniele Deiana non è certo una settimana da incorniciare. Ripreso sabato sera mentre cantava, senza mascherina, sul palco delle sue “Iene” una canzone degli 883, diventato “virale” in poche ore, con il video che è rimbalzato su social e chat, e sommerso di critiche e accuse per il suo comportamento, l’imprenditore infatti ha provato a riparare alla «cavolata» (definizione sua) chiudendo il suo locale domenica e facendo pubbliche scuse.

Ha però alzato un po’ troppo il tiro, sottolineando come, oltre ad aver pagato i tamponi per tutti i presenti di tasca sua, si fosse autodenunciato in questura. In realtà dalla questura era stato convocato lunedì mattina.

Ma, nonostante fosse cosa nota (e rimarcata nell’articolo pubblicato dalla Nuova lo scorso martedì, che iniziava proprio con la parola “convocato”), a precisa domanda sul fatto se fosse stata la questura a chiamarlo nei suoi uffici, ha risposto «Li ho chiamati io. Ed hanno apprezzato».

Ricostruzione che non è affatto piaciuta alla questura, che ieri ha diramato una nota per fornire «una esatta ricostruzione dei fatti», «Il consigliere comunale Deiana – sottolinea la nota dell’ufficio di Gabinetto – è stato convocato d’autorità nella mattina di lunedì presso questa struttura al fine di contestargli le previste sanzioni amministrative degli articoli 1 II comma. 2 I comma e 3 del Decreto legislativo 19 del 25.03.2020 in combinato disposto con l’articolo 1 del Dl 16.05.2020 e l’Ordinanza sindacale numero 10 del 01.03.2021. Come sanzione accessoria è stata disposta la chiusura temporanea dell’attività commerciale denominata “Le Iene” per giorni 5». Poi la stoccata finale: «Nessun apprezzamento è stato indirizzato al predetto consigliere comunale. La sanzione inflitta è commisurata alla tipologia di illecito commesso secondo i principi generali di adeguatezza e proporzionalità, criteri questi già applicati dalla questura in analoghe fattispecie».

Nessun trattamento di favore (cosa che, a essere sinceri, Deiana non aveva mai detto di aver avuto) ma nemmeno particolarmente «comprensivo» da parte degli uomini e delle donne guidati dal questore Claudio Sanfilippo, ma la semplice applicazione della legge. Da parte di Deiana invece l’ennesima «cavolata» di una settimana davvero da dimenticare.

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