Truffa fotovoltaico 6 imputati a Ozieri

L’inchiesta della guardia di finanza sulle serre di “Seunis” Udienza a settembre, il gup deciderà sul rinvio a giudizio

OZIERI. Saranno sentiti a settembre dal gup Antonello Spanu i sei imputati per i quali la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato.

L’inchiesta risale ad aprile del 2017 quando gli uomini della guardia di finanza avevano messo i sigilli a due impianti fotovoltaici nel territorio di Ozieri. Gli uomini del comando “Unità speciali per l’energia e il sistema idrico” di Roma e quelli del nucleo di Polizia tributaria del comando provinciale di Sassari avevano eseguito il provvedimento di sequestro emesso dal gip del tribunale di Sassari. La contestazione agli imputati: avere realizzato due serre fotovoltaiche in località “Seunis”, nella piana di Chilivani, presentandole come «strumentali all’attività agricola», ma – secondo gli inquirenti – gli impianti servivano solo per la produzione industriale di energia elettrica, per beneficiare illecitamente delle agevolazioni e ottenere incentivi pubblici per un ammontare di oltre cinquanta milioni di euro».

Le aziende in questione sono la “Agrisun srl” che fa riferimento a Gianfranco Gamba e Michele Vedovati (assistiti dall’avvocato Stefano Porcu) e “Alba srl”, rappresentata da Marco Lupini (difeso da Agostinangelo Marras). Gli altri imputati sono Roberto Tespio, Alessandro Silvio Zeolla, Salvatore Recchia che si sono alternati come legali rappresentanti nelle tre società.

A gennaio del 2018, per la seconda volta, la Cassazione aveva respinto il ricorso del sostituto procuratore Mario Leo contro l’ordine del Riesame di dissequestrare i due impianti fotovoltaici. Il pm aveva impugnato tutte le decisioni del Riesame sia nei confronti delle persone fisiche che delle società coinvolte nell’inchiesta. E la Suprema corte le aveva rigettate accogliendo la tesi difensiva degli avvocati Stefano Porcu e Agostinangelo Marras. Del collegio difensivo fanno parte anche i legali Enrico Pavia, Antonietta Confalonieri, Gianrico Ranaldi e Enrico Pollini. Proprio su richiesta dei legali, il tribunale del Riesame di Sassari a maggio del 2017 aveva disposto il dissequestro degli impianti. Gli avvocati Porcu e Marras in particolare avevano messo in evidenza come nessuna truffa fosse stata commessa dai loro assistiti perché le colture esistevano ed erano stati anche fatti cospicui investimenti. Nei terreni di “Seunis” in passato – secondo un’intesa tra Comune, Università e Regione – doveva sorgere un polo didattico di eccellenza agro-veterinario. Poi l’orientamento regionale cambiò con la giunta Soru che puntò su Surigheddu-Mamuntanas.

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