Pratiche d’invalidità ferme in campo anche la Spi Cgil

Il sindacato pensionati del Goceano sollecita l’Ats a potenziare il servizio di Bono La carenza di personale nella commissione blocca le richieste di accertamento 

BONO. Anche la lega Spi Cgil Goceano, il sindacato dei pensionati, prende posizione in difesa del servizio di accertamento delle invalidità del Poliambulatorio di Bono, che da più di due anni è in grave difficoltà a causa delle carenze di personale. La commissione invalidi civili, che si occupa di portare avanti le pratiche di accertamento di gravi patologie necessarie per ottenere esenzioni ma anche maggiore tempestività in visite e controlli medici, da mesi e mesi opera con lentezza, e sono centinaia le pratiche inevase.

Le persone aspettano il giusto riconoscimento delle loro patologie, oncologiche e non solo, e per questo la lega pensionati Cgil, per voce del segretario generale Giuseppe Ladu, e si appella ai responsabili Ats, al presidente della Comunità montana ea tutti i sindaci del Goceano sollecitandoli a portare avanti azioni concrete. E proprio in questi giorni si è tenuto un direttivo Spi alla presenza dei rappresentanti provinciali e con la partecipazione dei delegati dei Comuni del Goceano, nel quale si è deciso che mercoledì 7 luglio anche questo territorio prenderà parte alla manifestazione regionale a Cagliari per protestare contro i disservizi nella sanità sarda.

Il problema è stato recentemente sollevato anche alla conferenza dei sindaci del distretto del Goceano e Logudoro, che hanno inserito lo stallo della commissione invalidità del poliambulatorio tra i punti critici della sanità territoriale, chiedendo un incontro urgente con i vertici Ats e con la commissione regionale. A questo appello ora si aggiunge la Spi Cgill, in «una lettera di sollecito» inviata ad Ats e ai sindaci del territorio che dà voce alle «continue lamentele dei cittadini», sottolinea Ladu. «È doveroso da parte nostra segnalare questo problema – dice il segretario – cosa che noi facciamo ed abbiamo già evidenziato in altre circostanze. Ma è altrettanto doveroso da parte di chi ci rappresenta politicamente a tutti i livelli intervenire in modo sinergico per la salvaguardia dei propri residenti, e sopratutto da chi è predisposto e pagato per fare funzionare regolarmente la tutela e la salute pubblica. I patronati che istruiscono le pratiche e le persone interessate – è la richiesta – attendono risposte e certezze in tempi ragionevoli. Siamo in presenza di una «disparità di trattamento a differenza di altre realtà della Sardegna».

La priorità della politica, per la Spi Cgil, deve essere la tutela dei cittadini, in particolare di quella «fascia debole di coloro che hanno problemi a spostarsi per via di situazioni singole particolari, sia di salute ma anche di mezzi di comunicazione e trasporti, altro problema grave del centro Sardegna».



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