Il cane azzannò un bimbo e il padrone l’uccise: assolto

Il rottweiler Victor

Sassari, un rottweiler si era avventato su un bambino di 3 anni che stava nel passeggino. Il proprietario lo aveva tirato per il collare e l’animale dopo poco era morto

SASSARI. Non voleva uccidere il suo cane e lo ha sempre detto con forza, anche davanti al giudice nel processo che lo vedeva imputato del reato di “uccisione di animali” (per crudeltà o senza necessità, recita l’articolo 544 bis del codice penale).

Ma Pietro Donati non aveva alcuna intenzione di fare del male a Victor, il rottweiler di cui si prendeva cura con amore fin da quando lo aveva preso con sè. E al termine del processo il giudice Antonietta Crobu, accogliendo la richiesta degli avvocati difensori Maria Grazia Sanna e Mario Alberto Ruggiu, lo ha assolto «perché il fatto non sussiste».

L’episodio risale a ottobre del 2018. Il cane aveva azzannato con una furia brutale un bambino di tre anni sul passeggino. Il piccolo era insieme ai genitori, conoscevano il rottweiler di proprietà del vicino di casa ed era anche capitato che lo avessero accarezzato in qualche occasione, quando era tenuto al guinzaglio dal padrone. Ma quel giorno l’obiettivo di Victor era il piccolo e probabilmente se Pietro Donati non fosse riuscito ad allontanarlo, le conseguenze per il bambino sarebbero state molto più gravi. Era accaduto che l’uomo aveva però ucciso il rottweiler nel tentativo di immobilizzarlo. «Non volevo – ha sempre detto lui – Non l’ho fatto apposta. Mi sono trovato in quella situazione concitata e ho agito d’impeto: Victor aveva azzannato la gamba del bambino, lui gridava per il dolore, i genitori urlavano, il cane era eccitato e fuori controllo, e io ho tirato il collare a strozzo con tutta la forza che avevo finché non ha mollato. Poi è crollato ai miei piedi, e io mi sono inginocchiato sopra di lui. E quando mi sono accorto che non respirava sono scoppiato a piangere».

La storia era stata raccontata sulle pagine della Nuova e a quel punto la bacheca Facebook dell’imputato fu presa d’assalto da persone di tutta Italia che gli auguravano la morte riempiendolo di insulti e minacce.

«Ho tirato il cane a me con forza prendendolo per il collare perché ho sentito il rumore dei suoi denti che affondavano sulla caviglia del bambino – raccontò Donati – Quando finalmente sono riuscito a fermarlo, ho aspettato che si calmasse mentre continuavo ad accarezzargli la testa ma all’improvviso si è accasciato». Gli insulti e le minacce di morte avevano spinto il proprietario del rottweiler a presentare una denuncia. Al momento, in tribunale, si sta celebrando un processo nei confronti di tredici persone accusate di diffamazione, minacce e atti persecutori.

La chiusura positiva di questa dolorosa pagina giudiziaria restituirà se non altro un po’ di serenità all’uomo. Che quel giorno aveva un unico obiettivo: salvare la vita del piccolo. E mai, come più volte ha spiegato lui e hanno ribadito i suoi legali in aula, avrebbe immaginato di provocare la morte del proprio cane.

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