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Lo storico rimorchiatore “Vincenzo Onorato” a una società turca: i salvataggi nei ricordi del suo comandante

di Gavino Masia
Lo storico rimorchiatore “Vincenzo Onorato” a una società turca: i salvataggi nei ricordi del suo comandante

Stefano Mannoni racconta gli interventi nel mare in tempesta nel corso degli anni

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Porto Torres «Aveva una grande autonomia e veniva utilizzato per viaggi su tutto il Mediterraneo e, in alcuni casi, fuori Gibilterra. Uno di questi fu il trasporto contemporaneo delle due gru per la centrale a carbone di Fiume Santo e spesso per il trasporto di bettoline a carbone, 11mila tonnellate, tra Portovesme e Genova o La Spezia. Operazioni complesse che richiedevano un equipaggio di grande professionalità». Stefano Mannoni, uomo di mare di grande esperienza, è stato comandante del rimorchiatore “Vincenzo Onorato” (punto di riferimento per 35 anni della portualità turritana) e conserva tanti ricordi che hanno segnato il lungo periodo di imbarco.

Lo storico rimorchiatore “Vincenzo Onorato”, del gruppo Msc che fa capo all’armatore Gianluigi Aponte è stato ceduto ad una società turca con equipaggio libanese avrebbe già cambiato nome in Tiger Tug . Il “Vincenzo Onorato”, attualmente ormeggiato nel porto commerciale, era stato costruito e consegnato nel 1976 dall’allora cantiere navale Giorgetti di Viareggio: era equipaggiato con due motori Man da 1.622 Kw di potenza ciascuna, una lunghezza di 35 metri e una larghezza di quasi 10 metri. Per volere del suo primo armatore, Achille Onorato, il rimorchiatore doveva svolgere il proprio servizio nello scalo di Porto Torres, ed essere pronto a partire per qualsiasi emergenza in mare e sempre a massimo carico. Oltre ai trasporti speciali, il rimorchiatore è stato utilizzato negli anni per diversi salvataggi e disincagli di navi.

«Siamo intervenuti il primo gennaio 1994 per soccorrere la nave francese “Monte Stello” –  con 77 passeggeri più gli uomini di equipaggio e una trentina di auto a bordo – che si era incagliata sugli scogli dell’isolotto Barrettini, aggiunge l’ex comandante. Nella zona imperversava una tempesta e passeggeri e uomini dell’equipaggio erano stati tratti in salvo da un elicottero giunto da Ciampino. Abbiamo fatto assistenza sino alla fine, nell’attesa che la nave fosse messa in sicurezza e ostruita la falla dai tecnici francesi».

Altre operazioni importanti di disincaglio sono quelli delle navi “Parandoski” e “Fregon”. «La prima era una nave da carico che finì per sbaglio nel mare della Pelosa – racconta Stefano Mannoni – credendo di essere vicino ad Alghero: siamo andati in direzione di Stintino con tre rimorchiatori e con quello più potente, il “Vincenzo Onorato”, siamo riusciti a disincagliare la nave dalla sabbia, dopo varie ore di lavoro. La “Parandosky” l’abbiamo poi rimorchiata fino a Porto Torres e, dopo i controlli di rito dell’autorità marittima, la Capitaneria di porto aveva autorizzato il suo trasferimento a rimorchio, sempre con il nostro rimorchiatore, fino al porto di Genova. Il “Fregon” era invece una nave che trasportava prodotti raffinati per lo stabilimento industriale, che sbagliando rotta si era incagliata a Cala Reale. Abbiamo lavorato tutta la notte per agganciarla e tirarla fuori dal basso fondale».

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