La Nuova Sardegna

Sassari

La cerimonia

Sassari, la città ricorda Marzio Lepri: una statua per il miglior marcatore di sempre della Torres

di Luca Fiori
Sassari, la città ricorda Marzio Lepri: una statua per il miglior marcatore di sempre della Torres

L’inaugurazione il 2 aprile all’interno del campo sportivo di viale Adua

2 MINUTI DI LETTURA





Sassari La città ha celebrato uno dei suoi atleti più amati. Marzio Lepri, leggenda della Torres e miglior cannoniere di sempre della squadra rossoblù, con 122 gol in 301 partite, è stato ricordato ieri, 2 aprile, con la sua statua inaugurata al campo di Viale Adua, tra emozioni, applausi e sorrisi. La statua dello scultore Jacopo Scassellati è stata scoperta durante la cerimonia che ha visto la partecipazione di centinaia di persone: giovani atleti della scuola calcio a lui dedicata, dirigenti, mister, famiglie e istituzioni, con l’assessore allo Sport Nicoletta Puggioni in prima fila.

Momenti di grande commozione hanno accolto la famiglia di Lepri - la moglie, i figli e le nipoti - testimoni di una vita dedicata allo sport, all’integrità e alla città. Particolarmente emozionante la realizzazione delle foto di squadra sul campo, che ha unito piccoli e grandi atleti in un’immagine che racconta crescita, comunità e valori condivisi.

«La Marzio Lepri Torres, fondata nel 2016 da un gruppo di amici appassionati – spiega il presidente Antonello Milia –  è oggi molto più di una scuola calcio: è una comunità viva, con oltre 200 iscritti dai bambini ai giovani adulti, che imparano ogni giorno non solo tecnica e tattica, ma valori fondamentali come rispetto, disciplina, collaborazione e amore per la maglia. Dirigenti e allenatori mettono ogni giorno passione e professionalità al servizio dei ragazzi – aggiunge –  trasmettendo l’eredità di Marzio Lepri e facendo vivere lo sport come scuola di vita».

Marzio Lepri nacque a Terni nel 1931 e arrivò a Sassari nel 1954, sposando una figlia dell’allora presidente della Torres, Tonino Maccari. Attaccante dai piedi raffinati e attento al fair play, scelse la Torres nonostante le offerte di squadre di categorie superiori, tra cui il Cagliari, giurando eterna fedeltà ai colori rossoblù.

Tra le sue imprese più memorabili resta la doppietta che nel 1962 permise alla Torres di battere 2-1 il Cagliari all’Acquedotto, pagina indelebile nella storia del calcio sassarese. Si spense il primo aprile 2013 nella sua casa di Sassari, ma oggi la sua memoria vive nel sorriso dei giovani atleti, nella scuola calcio a lui dedicata e nella statua che lo ritrae per sempre a poche centinaia di metri dallo stadio Vanni Sanna, simbolo di passione, dedizione e comunità.

Primo Piano
L’allarme

Atto intimidatorio a La Maddalena: manomessa l’auto del direttore del Parco – Che cosa è successo

Le nostre iniziative