Avvocatura sarda in lutto: è morto il penalista sassarese Salvatore “Toto” Porcu
Aveva 87 anni ed è stato per oltre mezzo secolo protagonista della vita giudiziaria dell’isola
Sassari Il Foro di Sassari perde una delle sue figure più autorevoli, rispettate e rappresentative. E’ scomparso la notte scorsa, all’età di 87 anni, l’avvocato Salvatore “Toto” Porcu. Fino agli ultimi anni aveva continuato a incarnare l’idea più alta dell’avvocatura: studio rigoroso, rispetto assoluto delle regole processuali, passione civile e profonda umanità.
Iscritto all’Albo dal 1965, cassazionista, fondatore negli anni Settanta dello storico studio legale insieme all’avvocato Franco Meloni, Toto Porcu è stato per oltre mezzo secolo un protagonista della vita giudiziaria sarda. Nel 2019 il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Sassari gli conferì la medaglia d’oro per i cinquant’anni di toga, riconoscimento simbolico di una carriera che ha attraversato alcune delle pagine più delicate e drammatiche della storia criminale dell’isola.
Porcu fu il penalista degli “anni di piombo” sardi: quelli segnati dai sequestri di persona, dall’Anonima sarda, dalle faide barbaricine, dal banditismo e dai grandi processi che portarono nelle aule giudiziarie vicende entrate nella memoria collettiva dell’isola. Con la sua presenza autorevole e la sua preparazione tecnica, partecipò da protagonista ai più complessi procedimenti celebrati nei tribunali della Sardegna, affrontando processi per omicidio, sequestri, reati contro la pubblica amministrazione e criminalità dei cosiddetti “colletti bianchi”.
Negli ultimi decenni della sua attività professionale si dedicò anche ai delicati casi legati alla responsabilità medica, diventando un punto di riferimento riconosciuto nel diritto penale contemporaneo.
Ma la figura di Toto Porcu non si può ridurre alla sola dimensione del grande avvocato. È stato anche maestro di diritto e di vita professionale. Assistente universitario nella facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Sassari, collaborò dapprima con Francesco Cossiga nella cattedra di diritto costituzionale regionale, e successivamente con alcuni dei più illustri processualpenalisti italiani, da Angelo Giarda a Roberto Kostoris, da Giorgio Spangher a Maria Riccarda Marchetti.
Intere generazioni di avvocati e magistrati sardi si sono formate ascoltando le sue lezioni e osservando il suo modo di stare in aula. Profondo conoscitore delle regole del processo penale, Porcu aveva intuito prima di molti altri il valore della formazione pratica. Fu infatti ideatore del “processo penale simulato”, esperienza didattica innovativa che consentiva agli studenti di confrontarsi con vicende processuali reali, trasformando l’università in una palestra autentica di diritto e responsabilità.
Nella sua lunga carriera ricoprì anche incarichi istituzionali di assoluto prestigio: presidente dell’Ordine Forense di Sassari dal 1986 al 1989 e presidente della Camera Penale “Enzo Tortora”, sempre nel segno della difesa delle garanzie costituzionali e della dignità della professione forense.
Chi lo ha conosciuto ricorda non solo il giurista raffinato, ma anche l’uomo colto, curioso, appassionato di mare, fotografia subacquea, storia e archeologia. Una personalità elegante e completa, capace di unire rigore intellettuale e straordinaria sensibilità umana.
Con Toto Porcu se ne va un pezzo della storia giudiziaria della Sardegna. Se ne va un avvocato che ha attraversato epoche difficili senza mai smarrire il senso profondo della giustizia. Per Sassari non era soltanto un penalista celebre: era un’istituzione, un riferimento morale e professionale, uno degli ultimi grandi protagonisti di una stagione forse irripetibile del diritto penale italiano.
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